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Meditazioni 01 settembre 2014

“La vita dell’uomo consiste nell’affetto che principalmente lo sostiene e nel quale trova la sua più grande soddisfazione” (San Tommaso). […] Qual è questo assoluto affetto che può sostenere la nostra vita e in cui questa può trovare la sua più grande soddisfazione? Certamente deve essere un affetto che tiene su tutto, attiene a tutto, ingloba tutto e si afferma come pertinente a tutto. Se diciamo che è Cristo, lo si vede se nella nostra esperienza quotidiana è proprio Lui tutto quello che attendiamo. Se attendiamo Lui, se attendiamo tutto da Lui, se è tutto quello in cui riconosciamo e verifichiamo la massima esplicitazione di noi stessi. Se è l’avvenimento che attendiamo in ogni circostanza e rapporto, dai più banali ai più coinvolgenti. Se circostanze e rapporti sono riconosciuti come la modalità attraverso cui la Sua presenza ci convoca per prendere possesso della nostra vita. E attraverso cui ci chiama a renderlo presente proprio nel nostro umano che vive, agisce, si pone ed è presente nella realtà. Oppure se è semplicemente uno spunto a sostegno di una vita tutta partorita dai nostri pensieri, immagini o progetti (Nicolino Pompei, Quello che abbiamo di più caro è Cristo stesso, pag. 44-45).
Nella preghiera di questa sera chiediamo di vivere seriamente e continuamente il vaglio di questa verifica, perché sia realmente Cristo l’assoluto affetto che sostiene la nostra vita, trovando in Lui la nostra soddisfazione. A Maria Santissima affidiamo particolarmente Nicolino, Alessandra, Mirko, Gabriel, Paolo, Emidio, Milvia, Giacomo, Gennaro, Claudia, Nicola, Anna, Silvia, Elliot, Marco, Federica, Rossana, Annalisa e Pierluigi, Papa Francesco e tutte le sue intenzioni.

O Dio, vieni a salvarmi!
Signore, vieni presto in mio aiuto!
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo
Come era nel principio è ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen

…Invocazione allo Spirito Santo

Nel primo mistero della luce contempliamo il battesimo di Gesù al fiume Giordano
Con gioia, o Gesù, vengo ogni sera davanti a te per ringraziarti dei doni che mi hai fatto e per chiederti perdono delle mancanze che ho commesso. Vengo a te con fiducia. Ricordo la tua parola: “Non sono quelli che stanno bene che hanno bisogno del medico, ma i malati”. Gesù, guariscimi e perdonami. E io, Signore, ricorderò che l’anima alla quale hai perdonato di più deve amarti di più (Santa Teresa di Lisieux).

Nel secondo mistero della luce contempliamo il miracolo di Gesù alle nozze di Cana
Vieni in mio aiuto, o Dio. Di te sono assetato, di te sono affamato, te desidero, a te sospiro, te bramo al di sopra di ogni cosa (Sant’Anselmo d’Aosta).

Nel terzo mistero della luce contempliamo l’annuncio del regno di Dio e l’invito alla conversione
Tu mi hai chiamato e il tuo grido ha vinto la mia sordità; hai brillato, e la tua luce ha vinto la mia cecità; hai diffuso il tuo profumo, e io l’ho respirato, e ora anelo a te; ti ho gustato, e ora ho fame e sete di te; mi hai toccato, e ora ardo dal desiderio della tua pace (Sant’Agostino).

Nel quarto mistero della luce contempliamo la trasfigurazione di Gesù
Gesù, che adesso adoro sotto un velo, fa’ che avvenga presto ciò che bramo: che nel contemplarti faccia a faccia io possa godere della tua gloria (Dall’inno Adoro Te devote).

Nel quinto mistero della luce contempliamo l’istituzione dell’Eucarestia
Signore, tu sei la vita che voglio vivere, la luce che voglio riflettere, il cammino che conduce al Padre, l’amore che voglio amare, la gioia che voglio condividere, la gioia che voglio seminare attorno a me. Gesù, tu sei tutto per me, senza te non posso nulla. Tu sei il Pane di vita che la Chiesa mi dà. È per te, in te, con te che posso vivere (Beata Madre Teresa di Calcutta).