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Meditazioni 10 novembre 2014

Chiediamo alla Madonna di essere sostenuti da lei a quell’apertura del cuore adeguata alla sua costitutiva esigenza, perché Cristo possa entrare e soddisfarlo di Lui, farlo ardere del Suo amore, attrarlo fino alla immedesimazione con il Suo Cuore. Perché la nostra vita risulti nel medesimo avvenimento che definisce e qualifica radicalmente quella di san Paolo: “Questa vita che vivo nella carne io la vivo nella fede del Figlio di Dio”. Lasciamoci attirare dal cuore e dall’ardore esistenziale e umano dei Santi. La nostra preghiera emerga come quella che sgorga dal cuore di san Tommaso, sia accesa dal medesimo ardore del cuore che lo fa rivolgere a Dio con queste struggenti parole: “Mio Dio, non dimenticarti di me, quando io mi dimentico di te. Non abbandonarmi, Signore, quando io ti abbandono. Non allontanarti da me, quando io mi allontano da te. Chiamami se ti fuggo, attirami se ti resisto, rialzami se cado…”. Perché – come affiorava da un altro cuore tutto arso dall’amore di Cristo come quello della grande Madre Teresa di Calcutta – “tu sei la vita che voglio vivere, la luce che voglio riflettere, il cammino che conduce al Padre, l’amore che voglio amare (anche se poi lo tradisco, lo riduco, lo svendo abbeverandomi ad amori falsi e momentanei, incapaci di soddisfarmi), la gioia che voglio condividere, la gioia che voglio seminare attorno a me. Gesù, tu sei tutto per me (te lo dico con tutta la coscienza della mia miseria, della mia fragilità, dei miei peccati; te lo dico con lo stesso cuore e con lo stesso impeto con cui Pietro te l’ha detto quella notte in riva al lago!!). Gesù tu sei tutto per me, senza te non posso nulla. Tu sei il pane che la Chiesa mi dà. È per te, in te, con te che posso vivere”-
Nicolino Pompei, Non ci ardeva forse il cuore nel petto…

Affidiamo a Maria la nostra preghiera ed in particolare affidiamo a Lei il nostro piccolo Pietro, la nostra carissima Alessandra, Stefania, Jessica, Isabella e tutte le persone malate. Affidiamo alla Madonna Nicolino, tutte le intenzioni che porta nel suo cuore e l’incontro che insieme a don Armando vivrà nei prossimi giorni a Roma con tutti i Movimenti e le Nuove Comunità della Chiesa.

Nel primo mistero della luce contempliamo il battesimo di Gesù al fiume Giordano
Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il torrente, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché dove giungono le acque, risanano, e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà (Ez, 47, 8-9).

Nel secondo mistero della luce contempliamo il miracolo di Gesù alle nozze di Cana
Dio è per noi rifugio e fortezza, aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce. Perciò non temiamo se trema la terra, se vacillano i monti nel fondo del mare (Sal 45).

Nel terzo mistero della luce contempliamo l’annuncio del regno di Dio e l’invito alla conversione
Ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo. Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio che siete voi (1Cor 3,16-17).

Nel quarto mistero della luce contempliamo la trasfigurazione di Gesù
Il Signore degli eserciti è con noi, nostro baluardo è il Dio di Giacobbe. Venite, vedete le opere del Signore, egli ha fatto cose tremende sulla terra (Sal 45).

Nel quinto mistero della luce contempliamo l’istituzione dell’Eucarestia
Un fiume e i suoi canali rallegrano la città di Dio, la più santa delle dimore dell’Altissimo. Dio è in mezzo ad essa: non potrà vacillare. Dio la soccorre allo spuntare dell’alba (Sal 45).