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Meditazioni 17 novembre 2014

Il Signore sia con te, sia con tutti voi. In questa sostanziale espressione, da un lato viene affermata tutta la certezza della presenza di Dio con noi; dall’altro, vi è l’invito alla libertà di ciascuno perché possa spalancarsi e lasciarsi investire dalla Sua onnipresente presenza, sempre accesa di amore verso ciascuno di noi, mendicante di sfamare e dissetare del Suo amore infinito il nostro cuore sempre e solo affamato e assetato di Lui. Quell’Amore infinito che ci ha creato dal niente e senza alcun merito, che ci ha amati e ci ama senza condizioni, che si è rivelato nella presenza di Gesù e ci ha salvati per mezzo di Gesù senza merito alcuno; quell’Amore infinito di Dio che si rivela nella presenza e nell’amore di Gesù e che ci investe permanentemente nell’azione dello Spirito Santo nella vita e nella comunione della Sua Santa Chiesa: questo Amore sia con te, con me, con noi. Sia con me ora, in ogni ora, in ogni istante breve. Sia l’avvenimento che lasciamo entrare nella nostra vita perché la possa decidere e massimamente qualificare in tutto (Nicolino Pompei, Non ci ardeva forse il cuore nel petto…, pag. 24).
Ringraziando il Signore per il dono di questa convocazione, preghiamo per il III Congresso Mondiale dei Movimenti e delle Nuove Comunità che Nicolino vivrà a Roma insieme a don Armando giovedì e venerdì e che sabato si concluderà con l’udienza con Papa Francesco. In comunione con Nicolino, lasciamoci radicalmente commuovere e richiamare dalla grazia di questa convocazione, perché la nostra vita sia continuamente e totalmente generata dal carisma che lo Spirito Santo ci dona. Preghiamo per il nostro piccolo Pietro, per la nostra carissima Alessandra, per Stefania, un’amica di Marco Bianchella gravemente malata; per Michele, un ragazzo di Palermo che domani dovrà affrontare un processo; per la nostra carissima Francesca, di cui oggi ricorre il terzo anniversario della morte; per Giovanni, il papà di Marco Bianchella di cui domani ricorre il tredicesimo anniversario della morte. Preghiamo anche per Carlo, un amico morto all’improvviso nei giorni scorsi, che quest’anno aveva condiviso con noi tanti momenti del Convegno. Affidiamo a Maria Santissima quanti in Liguria e in varie parti d’Italia si trovano in pericolo e in difficoltà a causa del maltempo.
Nel primo mistero del dolore contempliamo l’agonia di Gesù nell’Orto degli ulivi
Un’antica tradizione della Chiesa di Roma racconta che l’Apostolo Pietro, uscendo dalla città per scappare dalla persecuzione di Nerone, vide Gesù che camminava nella direzione opposta e stupito gli domandò: “Signore, dove vai?”. La risposta di Gesù fu: “Vado a Roma per essere crocifisso di nuovo”. In quel momento, Pietro capì che doveva seguire il Signore con coraggio, fino in fondo, ma capì soprattutto che non era mai solo nel cammino; con lui c’era sempre quel Gesù che lo aveva amato fino a morire (Papa Francesco, Via Crucis alla GMG di Rio de Janeiro).

Nel secondo mistero del dolore contempliamo Gesù che viene flagellato
Tanti volti hanno accompagnato Gesù nel suo cammino verso il Calvario: Pilato, il Cireneo, Maria, le donne… Io oggi ti chiedo: Tu come chi di loro vuoi essere? Vuoi essere come Pilato che non ha il coraggio di andare controcorrente per salvare la vita di Gesù e se ne lava le mani. Dimmi: sei uno di quelli che si lavano le mani, che fa il finto tonto e guarda dall’altra parte? O sei come il Cireneo, che aiuta Gesù a portare quel legno pesante, come Maria e le altre donne, che non hanno paura di accompagnare Gesù fino alla fine, con amore, con tenerezza. E tu, come chi di questi vuoi essere? Come Pilato, come il Cireneo, come Maria? Gesù ti sta guardando adesso e ti dice: mi vuoi aiutare a portare la Croce? Fratelli e sorelle: con tutta la forza di giovane, che cosa Gli rispondi? (Ibi)

Nel terzo mistero del dolore contempliamo Gesù che viene coronato di spine
Cari giovani, alla Croce di Cristo portiamo le nostre gioie, le nostre sofferenze, i nostri insuccessi; troveremo un Cuore aperto che ci comprende, ci perdona, ci ama e ci chiede di portare questo stesso amore nella nostra vita, di amare ogni nostro fratello e sorella con questo stesso amore (Ibi).

Nel quarto mistero del dolore contempliamo Gesù che sale al Calvario portando la Croce
Gesù con la sua Croce percorre le nostre strade e prende su di sé le nostre paure, i nostri problemi, le nostre sofferenze, anche le più profonde […] Nella Croce di Cristo c’è la sofferenza, il peccato dell’uomo, anche il nostro, e Lui accoglie tutto con le braccia aperte, carica sulle sue spalle le nostre croci e ci dice: Coraggio! Non sei solo a portarle! Io le porto con te e io ho vinto la morte e sono venuto a darti speranza, a darti vita (cfr Gv 3,16) (Ibi).

Nel quinto mistero del dolore contempliamo la morte di Gesù in croce
Che cosa ha lasciato la Croce in coloro che l’hanno vista e in coloro che l’hanno toccata? Che cosa lascia la Croce in ciascuno di noi? Vedete: lascia un bene che nessuno può darci: la certezza dell’amore fedele di Dio per noi. Un amore così grande che entra nel nostro peccato e lo perdona, entra nella nostra sofferenza e ci dona la forza per portarla, entra anche nella morte per vincerla e salvarci. Nella Croce di Cristo c’è tutto l’amore di Dio, c’è la sua immensa misericordia. E questo è un amore di cui possiamo fidarci, nel quale possiamo credere. […] Fidiamoci di Gesù, affidiamoci a Lui perché Lui non delude mai nessuno! Solo in Cristo morto e risorto troviamo la salvezza e la redenzione. Con lui, il male, la sofferenza e la morte non hanno l’ultima parola, perché Lui ci dona speranza e vita: ha trasformato la Croce dall’essere uno strumento di odio, di sconfitta e di morte ad essere un segno