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Meditazioni 24 novembre 2014

Il nostro cammino c’è ed è solo perché la nostra vita sia nell’avvenimento e nell’incidenza dell’essenziale, cioè di Gesù Cristo. Ed è questa vita tutta segnata e commossa dall’Essenziale che siamo chiamati a portare come testimonianza dentro la vita del mondo, a rendere visibile dentro la vita degli uomini. Allora domandiamoci semplicemente: dalla mattina alla sera, in quello che pensiamo, facciamo e diciamo, nell’affronto del tempo e delle circostanze, nella nostra amicizia e nei nostri rapporti quotidiani, nel nostro quotidiano procedere esistenziale, chi è l’essenziale, chi o che cosa abbiamo di più caro? Chi o che cosa riconosciamo come l’avvenimento essenziale in cui concepire tutto noi stessi? Da chi o da che cosa attendiamo la risposta al nostro cuore e al nostro bisogno, la risposta e la forza per poter vivere tutto? È Gesù tutto quello che attendiamo, tutta la nostra domanda, la nostra mancanza, la nostra tensione in quello che viviamo e facciamo, in tutto quello che diciamo e pensiamo? È quell’effettiva consistenza nella quale riconosciamo la possibilità e la capacità di affronto di circostanze, condizioni, rapporti che siamo chiamati o che ci ritroviamo a vivere?

Domandiamo di avere così a cuore la verità della nostra vita da non semplificare o attutire in noi la forza di queste domande e l’urgenza di ciò che richiamano; domandiamo di non semplificarle o attutirle attraverso una risposta automatica, meccanica, scontata e astratta. Preghiamo per Nicolino, perché la Grazia del Signore sia sempre con lui nella responsabilità a cui lo chiama; in comunione con Nicolino offriamo al Signore tutta la nostra gioia e la nostra gratitudine per l’incontro con Papa Francesco che ha avuto la Grazia di vivere. Preghiamo in modo particolare anche per il nostro piccolo Pietro, per la nostra carissima Alessandra, per Isabella e per tutte le persone malate. Preghiamo per Riccardo, che domenica riceverà il sacramento della Cresima, ringraziamo il Signore per la nascita di Veronica e preghiamo per Renata e per Franca di cui in questi giorni ricorrono gli anniversari della morte.

O Dio, vieni a salvarmi!
Signore, vieni presto in mio aiuto!
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo
Come era nel principio è ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen

…Invocazione allo Spirito Santo

Nel primo mistero della gloria contempliamo la resurrezione di Gesù
Il Vangelo della risurrezione di Gesù Cristo incomincia con il cammino delle donne verso il sepolcro, all’alba del giorno dopo il sabato. Esse vanno alla tomba, per onorare il corpo del Signore, ma la trovano aperta e vuota. Un angelo potente dice loro: «Voi non abbiate paura!», e ordina di andare a portare la notizia ai discepoli: «È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea». Le donne corrono via subito, e lungo la strada Gesù stesso si fa loro incontro e dice: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno» […] La Galilea è il luogo della prima chiamata, dove tutto era iniziato! Tornare là, tornare al luogo della prima chiamata. Sulla riva del lago Gesù era passato, mentre i pescatori stavano sistemando le reti. Li aveva chiamati, e loro avevano lasciato tutto e lo avevano seguito. Ritornare in Galilea vuol dire rileggere tutto a partire dalla croce e dalla vittoria; senza paura, “non temete”. Rileggere tutto – la predicazione, i miracoli, la nuova comunità, gli entusiasmi e le defezioni, fino al tradimento – rileggere tutto a partire dalla fine, che è un nuovo inizio, da questo supremo atto d’amore (Papa Francesco, Omelia del 19.04.14)

Nel secondo mistero della gloria contempliamo l’ascensione di Gesù al cielo
Anche per ognuno di noi c’è una “Galilea” all’origine del cammino con Gesù. […] Nella vita del cristiano, dopo il Battesimo, c’è anche un’altra “Galilea”, una “Galilea” più esistenziale: l’esperienza dell’incontro personale con Gesù Cristo, che mi ha chiamato a seguirlo e a partecipare alla sua missione. In questo senso, tornare in Galilea significa custodire nel cuore la memoria viva di questa chiamata, quando Gesù è passato sulla mia strada, mi ha guardato con misericordia, mi ha chiesto di seguirlo; tornare in Galilea significa recuperare la memoria di quel momento in cui i suoi occhi si sono incrociati con i miei, il momento in cui mi ha fatto sentire che mi amava. Oggi, in questa notte, ognuno di noi può domandarsi: qual è la mia Galilea? Si tratta di fare memoria, andare indietro col ricordo. Dov’è la mia Galilea? La ricordo? L’ho dimenticata? Cercala e la troverai! Lì ti aspetta il Signore (Ibi).

Nel terzo mistero della gloria contempliamo la discesa dello Spirito Santo
I teologi antichi dicevano: l’anima è una specie di barca a vela, lo Spirito Santo è il vento che soffia nella vela per farla andare avanti, gli impulsi e le spinte del vento sono i doni dello Spirito. Senza la sua spinta, senza la sua grazia, noi non andiamo avanti. Lo Spirito Santo ci fa entrare nel mistero del Dio vivente e ci salva dal pericolo di una Chiesa gnostica e di una Chiesa autoreferenziale, chiusa nel suo recinto; ci spinge ad aprire le porte per uscire, per annunciare e testimoniare la vita buona del Vangelo, per comunicare la gioia della fede, dell’incontro con Cristo. Lo Spirito Santo è l’anima della missione (Papa Francesco, Omelia del 19.05.13).

Nel quarto mistero della gloria contempliamo l’assunzione in cielo di Maria
Vergine e Madre Maria, / tu che, mossa dallo Spirito Santo, / hai accolto il Verbo della vita / nella profondità della tua umile fede, / totalmente donata all’Eterno, / aiutaci a dire il nostro “sì”/ nell’urgenza più imperiosa che mai, / di far risuonare la Buona Notizia di Gesù. […] / Ottienici ora un nuovo ardore di risorti / per portare a tutti il Vangelo della vita / che vince la morte. / Dacci la santa audacia di cercare nuove strade / perché giunga a tutti / il dono della bellezza che non si spegne (Papa Francesco, Evangelii gaudium).

Nel quinto mistero della gloria contempliamo Maria coronata Regina
Tu, Vergine dell’ascolto e della contemplazione, / madre dell’Amore, sposa delle nozze eterne, / intercedi per la Chiesa, della quale sei icona purissima, / perché mai si rinchiuda e mai si fermi / nella sua passione per instaurare il Regno. / Stella della nuova evangelizzazione, / aiutaci a risplendere nella testimonianza della comunione, / del servizio, della fede ardente e generosa, / della giustizia e dell’amore verso i poveri, / perché la gioia del Vangelo / giunga sino ai confini della terra / e nessuna periferia sia priva della sua luce (Ibi).