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Meditazioni 3 febbraio 2014

O Padre, nostra forza e nostra speranza, senza di te nulla esiste di valido e di santo; effondi su di noi il tuo Santo Spirito perché possiamo vivere la nostra comunione e il nostro legame di amicizia come segno della comunione e dell’amicizia costituita da Gesù per portare il frutto di una vita nuova dentro la vita del mondo. Abbraccia ciascuno di noi con la tua misericordia perché solo nella tua misericordia, anche dentro una vita seppellita da macerie, peccati, tradimenti ed errori, possiamo essere riaffermati ad immagine e somiglianza tua e rimessi in cammino come uomini e verso il destino buono che tu sei. Invochiamo, nella certa e sicura intercessione della Vergine Maria, il tuo Santo Spirito perché, nella grazia della vita e della comunione della Santa Chiesa, possiamo vivere e seguire il dono della vita e del cammino della nostra Compagnia per continuare ad incontrarti, a camminare con te, a ritornare sempre a te nell’esperienza di una continua attrattiva (Nicolino Pompei, Senza di te non possiamo fare nulla).

…Invocazione allo Spirito Santo

Ringraziando il Signore per il dono della nascita del piccolo Andrea, affidiamo alla Madonna lui e i suoi genitori Roberto e Marianna. All’abbraccio materno di Maria Santissima affidiamo anche tutti i nostri cari malati ed in particolare Giancarlo, Pasquale e Valeria. Preghiamo per Giuseppina, di cui è stato celebrato il funerale in questi giorni, e per Lina, Natasha e tutta la loro famiglia. Come Papa Francesco ci ha ricordato ieri, nella festa della Presentazione di Gesù al tempio e nella Giornata per la Vita Consacrata: “Le persone consacrate sono segno di Dio nei diversi ambienti di vita… Ogni persona consacrata è un dono per il Popolo di Dio in cammino… All’intercessione della Vergine Maria e di San Giuseppe, che, come genitori di Gesù, sono stati i primi ad essere consacrati da Lui e a consacrare la loro vita a Lui, affidiamo” Nicolino e tutti gli amici della nostra Compagnia che il Signore chiama alla verginità consacrata.

Nel primo mistero della gioia contempliamo l’annuncio dell’angelo a Maria
L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei (Lc 1,32.35.38).

Nel secondo mistero della gioia contempliamo la visita di Maria alla cugina Elisabetta
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto» (Lc 1,42b-45).

Nel terzo mistero della gioia contempliamo la nascita di Gesù
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio (Lc 2,6).

Nel quarto mistero della gioia contempliamo la presentazione di Gesù al tempio
A Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù, per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio dicendo: “Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele (Lc 2,28-32).

Nel quinto mistero della gioia contempliamo il ritrovamento di Gesù nel tempio
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro (Lc 2,46-50).