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	<description>Sito Ufficiale  del Movimento Fides Vita</description>
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		<title>Nella crisi&#8230; la Speranza</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 13:28:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Incontro con Luigi Amicone - 25 maggio 2012 ore 21:15 - auditorium "T.Censi" (Palarossini) Ancona]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #800000;">NELLA CRISI&#8230; LA SPERANZA</span></h3>
<h3><span style="color: #333333;">&#8220;&#8230;il presente, anche un presente faticoso, può essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino&#8221; (Benedetto XVI)</span></h3>
<h3><span style="color: #333333;">INCONTRO con</span><br />
<span style="color: #800000;"><strong> LUIGI AMICONE</strong></span><br />
<span style="color: #333333;"> giornalista &#8211; direttore di <em>Tempi</em></span></h3>
<h3><span style="color: #333333;"><span style="color: #800000;">25 maggio 2012</span> ore <span style="color: #800000;">21:15</span></span><br />
<span style="color: #333333;"><span style="color: #800000;"> auditorium &#8220;T.Censi&#8221; (Palarossini)</span> &#8211; <span style="color: #800000;">Ancona</span></span></h3>
<p><a href="http://www.fidesvita.org/uploads/2011/12/volantino-crisi-anconaWeb.pdf" target="_blank">VOLANTINO</a></p>
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		<title>Udienza 16 maggio 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 12:32:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Udienze]]></category>

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		<description><![CDATA[BENEDETTO XVI Piazza San Pietro Mercoledì, 16 maggio 2012 Cari fratelli e sorelle, nelle ultime catechesi abbiamo riflettuto sulla preghiera negli Atti degli Apostoli, oggi vorrei iniziare a parlare della preghiera nelle Lettere di san Paolo, l’Apostolo delle genti. Anzitutto vorrei notare come non sia un caso che le sue Lettere siano introdotte e si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BENEDETTO XVI</strong></p>
<p><em>Piazza San Pietro</em><br />
<em>Mercoledì, 16 maggio 2012</em></p>
<p>Cari fratelli e sorelle,</p>
<p>nelle ultime catechesi abbiamo riflettuto sulla preghiera negli Atti degli Apostoli, oggi vorrei iniziare a parlare della preghiera nelle Lettere di san Paolo, l’Apostolo delle genti. Anzitutto vorrei notare come non sia un caso che le sue Lettere siano introdotte e si chiudano con espressioni di preghiera: all’inizio ringraziamento e lode, e alla fine augurio affinché la grazia di Dio guidi il cammino delle comunità a cui è indirizzato lo scritto. Tra la formula di apertura: «ringrazio il mio Dio per mezzo di Gesù Cristo» (Rm 1,8), e l’augurio finale: la «grazia del Signore Gesù Cristo sia con tutti voi» (1Cor 16,23), si sviluppano i contenuti delle Lettere dell’Apostolo. Quella di san Paolo è una preghiera che si manifesta in una grande ricchezza di forme che vanno dal ringraziamento alla benedizione, dalla lode alla richiesta e all’intercessione, dall’inno alla supplica: una varietà di espressioni che dimostra come la preghiera coinvolga e penetri tutte le situazioni della vita, sia quelle personali, sia quelle delle comunità a cui si rivolge.</p>
<p>Un primo elemento che l’Apostolo vuole farci comprendere è che la preghiera non deve essere vista come una semplice opera buona compiuta da noi verso Dio, una nostra azione. E’ anzitutto un dono, frutto della presenza viva, vivificante del Padre e di Gesù Cristo in noi. Nella Lettera ai Romani scrive: «Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza: non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili» (8,26). E sappiamo come è vero quanto dice l&#8217;Apostolo: «Non sappiamo come pregare in modo conveniente». Vogliamo pregare, ma Dio è lontano, non abbiamo le parole, il linguaggio, per parlare con Dio, neppure il pensiero. Solo possiamo aprirci, mettere il nostro tempo a disposizione di Dio, aspettare che Lui ci aiuti ad entrare nel vero dialogo. L&#8217;Apostolo dice: proprio questa mancanza di parole, questa assenza di parole, eppure questo desiderio di entrare in contatto con Dio, è preghiera che lo Spirito Santo non solo capisce, ma porta, interpreta, presso Dio. Proprio questa nostra debolezza diventa, tramite lo Spirito Santo, vera preghiera, vero contatto con Dio. Lo Spirito Santo è quasi l&#8217;interprete che fa capire a noi stessi e a Dio che cosa vogliamo dire.</p>
<p>Nella preghiera noi sperimentiamo, più che in altre dimensioni dell’esistenza, la nostra debolezza, la nostra povertà, il nostro essere creature, poiché siamo posti di fronte all’onnipotenza e alla trascendenza di Dio. E quanto più progrediamo nell’ascolto e nel dialogo con Dio, perché la preghiera diventi il respiro quotidiano della nostra anima, tanto più percepiamo ancheil senso del nostro limite, non solo davanti alle situazioni concrete di ogni giorno, ma anche nello stesso rapporto con il Signore. Cresce allora in noi il bisogno di fidarci, di affidarci sempre più a Lui; comprendiamo che «non sappiamo… come pregare in modo conveniente» (Rm 8,26). Ed è lo Spirito Santo che aiuta la nostra incapacità, illumina la nostra mente e scalda il nostro cuore, guidando il nostro rivolgerci a Dio. Per san Paolo la preghiera è soprattutto operare dello Spirito nella nostra umanità, per farsi carico della nostra debolezza e trasformarci da uomini legati alle realtà materiali in uomini spirituali. Nella Prima Lettera ai Corinti dice: «Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali» (2,12-13). Con il suo abitare nella nostra fragilità umana, lo Spirito Santo ci cambia, intercede per noi, ci conduce verso le altezze di Dio (cfr Rm 8,26).</p>
<p>Con questa presenza dello Spirito Santo si realizza la nostra unione a Cristo, poiché si tratta dello Spirito del Figlio di Dio, nel quale siamo resi figli. San Paolo parla dello Spirito di Cristo (cfr Rm 8,9), non solo dello Spirito di Dio. E&#8217; ovvio: se Cristo è il Figlio di Dio, il suo Spirito è anche Spirito di Dio e così se lo Spirito di Dio, Spirito di Cristo, divenne già molto vicino a noi nel Figlio di Dio e Figlio dell&#8217;uomo, lo Spirito di Dio diventa anche spirito umano e ci tocca; possiamo entrare nella comunione dello Spirito. E&#8217; come se dicesse che non solamente Dio Padre si è fatto visibile nell’Incarnazione del Figlio, ma anche lo Spirito di Dio si manifesta nella vita e nell’azione di Gesù, di Gesù Cristo, che ha vissuto, è stato crocifisso, è morto e risorto. L’Apostolo ricorda che «nessuno può dire “Gesù è Signore”, se non sotto l’azione dello Spirito Santo» (1Cor 12,3). Dunque lo Spirito orienta il nostro cuore verso Gesù Cristo, in modo che «non siamo più noi a vivere, ma Cristo vive in noi» (cfr Gal 2,20). Nelle sue Catechesi sui Sacramenti, riflettendo sull’Eucaristia, sant’Ambrogio afferma: «Chi si inebria dello Spirito è radicato in Cristo» (5, 3, 17: PL 16, 450).</p>
<p>E vorrei adesso evidenziare tre conseguenze nella nostra vita cristiana quando lasciamo operare in noi non lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Cristo come principio interiore di tutto il nostro agire.</p>
<p>Anzitutto con la preghiera animata dallo Spirito siamo messi in condizione di abbandonare e superare ogni forma di paura o di schiavitù, vivendo l’autentica libertà dei figli di Dio. Senza la preghiera che alimenta ogni giorno il nostro essere in Cristo, in una intimità che cresce progressivamente, ci troviamo nella condizione descritta da san Paolo nella Lettera ai Romani: non facciamo il bene che vogliamo, bensì il male che non vogliamo (cfr Rm 7,19). E questa è l&#8217;espressione dell&#8217;alienazione dell&#8217;essere umano, della distruzione della nostra libertà, per le circostanze del nostro essere per il peccato originale: vogliamo il bene che non facciamo e facciamo ciò che non vogliamo, il male. L’Apostolo vuole far capire che non è anzitutto la nostra volontà a liberarci da queste condizioni e neppure la Legge, bensì lo Spirito Santo. E poiché «dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà» (2Cor 3,17), con la preghiera sperimentiamo la libertà donata dallo Spirito: una libertà autentica, che è libertà dal male e dal peccato per il bene e per la vita, per Dio. La libertà dello Spirito, continua san Paolo, non s’identifica mai né con il libertinaggio, né con la possibilità di fare la scelta del male, bensì con il «frutto dello Spirito che è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza e dominio di sé» (Gal 5,22). Questa è la vera libertà: poter realmente seguire il desiderio del bene, della vera gioia, della comunione con Dio e non essere oppresso dalle circostanze che ci chiedono altre direzioni.</p>
<p>Una seconda conseguenza che si verifica nella nostra vita quando lasciamo operare in noi lo Spirito di Cristo è che il rapporto stesso con Dio diventa talmente profondo da non essere intaccato da alcuna realtà o situazione. Comprendiamo allora che con la preghiera non siamo liberati dalle prove o dalle sofferenze, ma possiamo viverle in unione con Cristo, con le sue sofferenze, nella prospettiva di partecipare anche della sua gloria (cfr Rm 8,17). Molte volte, nella nostra preghiera, chiediamo a Dio di essere liberati dal male fisico e spirituale, e lo facciamo con grande fiducia. Tuttavia spesso abbiamo l’impressione di non essere ascoltati e allora rischiamo di scoraggiarci e di non perseverare. In realtà non c’è grido umano che non sia ascoltato da Dio e proprio nella preghiera costante e fedele comprendiamo con san Paolo che «le sofferenze del tempo presente non ostacolano la gloria futura che sarà rivelata in noi» (Rm 8,18). La preghiera non ci esenta dalla prova e dalle sofferenze, anzi – dice san Paolo &#8211; noi «gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo» (Rm 8, 26); egli dice che la preghiera non ci esenta dalla sofferenza ma la preghiera ci permette di viverla e affrontarla con una forza nuova, con la stessa fiducia di Gesù, il quale – secondo la Lettera agli Ebrei &#8211; «nei giorni della sua vita terrena offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo dalla morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito» (5,7). La risposta di Dio Padre al Figlio, alle sue forti grida e lacrime, non è stata la liberazione dalle sofferenze, dalla croce, dalla morte, ma è stata un esaudimento molto più grande, una risposta molto più profonda; attraverso la croce e la morte Dio ha risposto con la risurrezione del Figlio, con la nuova vita. La preghiera animata dallo Spirito Santo porta anche noi a vivere ogni giorno il cammino della vita con le sue prove e sofferenze, nella piena speranza, nella fiducia in Dio che risponde come ha risposto al Figlio.</p>
<p>E, terzo, la preghiera del credente si apre anche alle dimensioni dell’umanità e dell’intero creato, facendosi carico dell’«ardente aspettativa della creazione, protesa verso la rivelazione dei figli di Dio» (Rm 8,19). Questo significa che la preghiera, sostenuta dallo Spirito di Cristo che parla nell’intimo di noi stessi, non rimane mai chiusa in se stessa, non è mai solo preghiera per me, ma si apre alla condivisione delle sofferenze del nostro tempo, degli altri. Diventa intercessione per gli altri, e così liberazione da me, canale di speranza per tutta la creazione, espressione di quell’amore di Dio che è riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito che ci è stato dato (cfr Rm 5,5). E proprio questo è un segno di una vera preghiera, che non finisce in noi stessi, ma si apre per gli altri e così mi libera, così aiuta per la redenzione del mondo.</p>
<p>Cari fratelli e sorelle, san Paolo ci insegna che nella nostra preghiera dobbiamo aprirci alla presenza dello Spirito Santo, il quale prega in noi con gemiti inesprimibili, per portarci ad aderire a Dio con tutto il nostro cuore e con tutto il nostro essere. Lo Spirito di Cristo diventa la forza della nostra preghiera «debole», la luce della nostra preghiera «spenta», il fuoco della nostra preghiera «arida», donandoci la vera libertà interiore, insegnandoci a vivere affrontando le prove dell’esistenza, nella certezza di non essere soli, aprendoci agli orizzonti dell’umanità e della creazione «che geme e soffre le doglie del parto» (Rm 8,22). Grazie.</p>
<p><strong>Saluti:</strong></p>
<p>Je salue les pèlerins francophones, en particulier les Frères du Sacré-Cœur, les Maronites de Cotonou, les fidèles venus d’Haïti et de la Réunion, les Amis de Madeleine Delbrel et tous les jeunes ! Puissiez-vous laisser l’Esprit habiter en vous et y imprimer le visage du Christ pour devenir libres et capables de vivre dans l’amour de Dieu et des autres. Bon pèlerinage à tous !</p>
<p>I greet all the English-speaking visitors present at today’s Audience, including those from, Ireland, India, Indonesia, Japan, the Philippines, Canada and the United States. I welcome in particular the pilgrimage groups from Australia. Upon you and your families I cordially invoke the joy and peace of the Risen Lord.<br />
I am pleased to greet Cardinal Oscar Rodríguez Maradiaga, President of Caritas Internationalis, together with Members of the Executive Board and Representative Council. Your presence here today expresses your communion with the Successor of Peter and your readiness to welcome the new juridical framework of your organization. I thank you for this and I am certain that the new structures will support and encourage your important service to those most in need.</p>
<p>Von Herzen grüße ich die Pilger und Besucher aus den Ländern deutscher Sprache wie auch die Schüler aus den Niederlanden. Besonders danke ich auch der Blaskapelle von Dettingen für das schöne »Großer Gott«. Herzlichen Dank! Der Heilige Geist stärke und entflamme unser armseliges Gebet, er schenke uns die wahre Freiheit und das Licht, das Gute zu erkennen. Er geleite euch auf allen euren Wegen.</p>
<p>Saludo cordialmente a los grupos de lengua española, en particular al de la Institución Teresiana, en el centenario de su fundación y fiel servicio a la Iglesia, así como a los provenientes de España, México, Costa Rica, Guatemala, Argentina y otros países latinoamericanos. Invito a todos a pedir al Señor, que su Espíritu sea nuestra fuerza para afrontar las pruebas con la esperanza de estar radicados en Dios. Muchas gracias.</p>
<p>Amados peregrinos de língua portuguesa, em particular os vários grupos vindos do Brasil, cuja peregrinação se detém hoje junto do túmulo de São Pedro e neste Encontro com o seu Sucessor: Obrigado pela vossa presença e oração! A todos saúdo, confiando à Virgem Maria os vossos corações e os vossos passos para que neles se mantenha viva a luz de Deus. Para vós e vossas famílias, a minha Bênção!</p>
<p>Saluto in lingua polacca:</p>
<p>Witam uczestniczących w tej audiencji pielgrzymów polskich. Bracia i siostry, klękając do codziennej modlitwy bądźmy otwarci na działanie Ducha Świętego. Święty Paweł nam przypomina, że sam Duch wstawia się za nami w błaganiach, gdy nie umiemy się modlić tak, jak trzeba. Prośmy Chrystusa, by wspierał naszą modlitwę mocą swego Ducha, opromieniał ją swoim światłem, uczynił ją zgodną z wolą Bożą. Wam wszystkim tu obecnym i waszym bliskim z serca błogosławię.</p>
<p>Traduzione italiana:</p>
<p>Do il mio benvenuto ai pellegrini polacchi partecipanti a quest’udienza. Fratelli e sorelle, inginocchiandoci per la preghiera quotidiana ci apriamo all’azione dello Spirito Santo. San Paolo ci ricorda che è lo stesso Spirito a intercedere per noi con gemiti inesprimibili. Domandiamo a Cristo di sostenere la nostra preghiera con la potenza del Suo Spirito, di illuminarla con la Sua luce, di renderla conforme alla volontà di Dio. Benedico di cuore voi qui presenti e i vostri cari.</p>
<p>Saluto in lingua ceca:</p>
<p>Zdravím české poutníky na cestě víry k hrobům apoštolů a po stopách svatého Benedikta. Ať modlitba na těchto místech posílí vaši víru a naději.</p>
<p>Traduzione italiana</p>
<p>Saluto i pellegrini della Repubblica Ceca, in cammino di fede alle tombe degli Apostoli e ai luoghi di San Benedetto. Auspico che queste soste di preghiera rafforzino la vostra fede e sostengano la vostra speranza.</p>
<p>Saluto in lingua croata:</p>
<p>Radosno pozdravljam sve hrvatske hodočasnike, a osobito profesore i studente Visoke škole za međunarodne odnose i diplomaciju iz Zagreba. Dragi prijatelji, prošle nam je nedjelje Krist dao temelj svakog odnosa, a to je: Ljubite jedni druge kao što sam ja vas ljubio! Nosite ovu zapovijed u svom srcu i vršite je uvijek i na svakom mjestu. Hvaljen Isus i Marija!</p>
<p>Traduzione italiana:</p>
<p>Con gioia saluto tutti i pellegrini croati, particolarmente i docenti e studenti della Scuola superiore per i rapporti internazionali e di diplomazia di Zagabria. Cari amici, domenica scorsa Cristo ci ha dato il fondamento di ogni relazione, cioè: Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati! Portate questo comandamento nel vostro cuore e praticatelo sempre e in ogni luogo. Siano lodati Gesù e Maria!</p>
<p>Saluto in lingua slovacca:</p>
<p>S láskou pozdravujem slovenských pútnikov, osobitne z farností Nové Mesto nad Váhom, Humenné, Tulčík, Žilina a Rajecká Lesná.<br />
Bratia a sestry, Cirkev na Slovensku zajtra bude sláviť sviatok Nanebovstúpenia. Pán má pripravené miesto pre každého a očakáva nás. Tam, na nebeskú domovinu, nech sú nasmerované naše myšlienky i skutky.<br />
Zo srdca vás žehnám.<br />
Pochválený buď Ježiš Kristus!</p>
<p>Traduzione in italiano:</p>
<p>Saluto con affetto i pellegrini slovacchi, specialmente quelli provenienti dalle parrocchie di Nové Mesto nad Váhom, Humenné, Tulčík, Žilina e Rajecká Lesná.<br />
Fratelli e sorelle, la Chiesa in Slovacchia domani celebrerà la festa dell’Ascensione. Il Signore ha preparato un posto per ognuno e ci attende. I nostri pensieri e le nostre opere siano rivolti verso la patria celeste.<br />
Di cuore vi benedico.<br />
Sia lodato Gesù Cristo!</p>
<p>Saluto in lingua ucraina:</p>
<p>Вітаю військовиків з України, учасників військового паломництва до Люрду, і заохочую їх великодушно трудитись для безпеки та миру, з радістю даючи свідчення Євангелію Христа.</p>
<p>Traduzione italiana</p>
<p>Saluto i militari provenienti dall’Ucraina, partecipanti al pellegrinaggio militare a Lourdes, e li incoraggio a lavorare generosamente per la sicurezza e la pace, testimoniando con gioia il Vangelo di Cristo. Cristo è risorto!</p>
<p>Saluto in lingua bulgara:</p>
<p>Поздравявам поклонниците от България. Скъпи приятели, поверявам вас и вашата Родина на Дева Мария: нека Нейното Непорочно Сърце винаги ви води в търсенето на истината и истинския мир. Да бъде хвален Исус Христос.</p>
<p>Traduzione italiana:</p>
<p>Saluto i pellegrini provenienti dalla Bulgaria. Cari amici affido voi e la vostra Patria alla Vergine Maria: il suo Cuore Immacolato vi guidi sempre nella ricerca della verità e dell’autentica pace. Sia lodato Gesù Cristo.</p>
<p><strong>APPELLO</strong></p>
<p>Ieri, martedì 15 maggio, si è celebrata la Giornata Internazionale delle Famiglie, istituita dalle Nazioni Unite e dedicata quest’anno all’equilibrio fra due questioni strettamente connesse: la famiglia e il lavoro. Quest’ultimo non dovrebbe ostacolare la famiglia, ma piuttosto sostenerla e unirla, aiutarla ad aprirsi alla vita e ad entrare in relazione con la società e con la Chiesa. Auspico, inoltre, che la Domenica, giorno del Signore e Pasqua della settimana, sia giorno di riposo e occasione per rafforzare i legami familiari.</p>
<p>Rivolgo ora un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai fedeli dell’Arcidiocesi de L’Aquila, accompagnati dal loro Pastore Mons. Giuseppe Molinari, come pure a quelli di Rocca Santo Stefano qui convenuti con il loro Vescovo Mons. Domenico Sigalini: invoco su ciascuno una rinnovata effusione di grazia divina per una sempre più feconda e lieta adesione a Cristo. Saluto i genitori e gli alunni della Scuola «Regina Apostolorum» delle Suore Francescane dell’Immacolata in Roma, ed auspico che continui con rinnovato slancio spirituale l’opera educativa e sociale iniziata cinquant’anni orsono. Saluto i sacerdoti e i diaconi del Collegio Urbano di Roma, assicurando la mia preghiera affinché siano rafforzati nei generosi propositi di fedeltà alla chiamata del Signore.</p>
<p>Il mio pensiero va ora ai rappresentanti della Comunità cattolica «Shalom». Cari amici, voi festeggiate il 30° anniversario di fondazione. Cari amici, grazie per la vostra presenza! Questa ricorrenza, come pure l’approvazione dei vostri statuti, siano di incoraggiamento a proseguire con entusiasmo nella testimonianza evangelica. Ma vedo già il vostro entusiasmo! Vi accompagno con la mia preghiera e la mia benedizione, affinché possiate essere gioiosi strumenti dell’amore e della misericordia di Dio tra quanti incontrate nel vostro impegno missionario.</p>
<p>Il mio pensiero si rivolge adesso ai giovani, ai malati ed agli sposi novelli. La Solennità dell’Ascensione del Signore, che domani celebreremo, ci invita a guardare a Gesù che, salendo al cielo, affida agli Apostoli il mandato di portare il suo messaggio di salvezza in tutto il mondo. Cari giovani, impegnatevi a mettere il vostro entusiasmo a servizio del Vangelo. Voi, cari malati, vivete le vostre sofferenze uniti al Signore, per offrire un contributo prezioso alla crescita del Regno di Dio. E voi, cari sposi novelli, testimoniate l’amore di Cristo con il vostro amore coniugale.</p>
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		<title>Regina Caeli 13 maggio 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 15:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Angelus]]></category>

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		<description><![CDATA[VISITA PASTORALE AD AREZZO, LA VERNA E SANSEPOLCRO BENEDETTO XVI Parco &#8220;Il Prato&#8221;, Arezzo Domenica, 13 maggio 2012 Cari fratelli e sorelle! Al termine di questa celebrazione liturgica, l’ora della preghiera mariana ci invita a recarci tutti spiritualmente dinanzi all’effigie della Madonna del Conforto, custodita nella Cattedrale. Quale Madre della Chiesa, Maria Santissima vuole sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VISITA PASTORALE AD AREZZO, LA VERNA E SANSEPOLCRO</p>
<p>BENEDETTO XVI</p>
<p><em>Parco &#8220;Il Prato&#8221;, Arezzo</em><br />
<em>Domenica, 13 maggio 2012</em></p>
<p>Cari fratelli e sorelle!</p>
<p>Al termine di questa celebrazione liturgica, l’ora della preghiera mariana ci invita a recarci tutti spiritualmente dinanzi all’effigie della Madonna del Conforto, custodita nella Cattedrale.</p>
<p>Quale Madre della Chiesa, Maria Santissima vuole sempre confortare i suoi figli nei momenti di maggiore difficoltà e sofferenza. E questa Città ha sperimentato molte volte il suo materno soccorso. Pertanto, anche oggi, noi affidiamo alla sua intercessione tutte le persone e le famiglie della vostra comunità che si trovano in situazioni di maggiore bisogno.</p>
<p>Al tempo stesso, mediante Maria, invochiamo da Dio il conforto morale, perché la comunità aretina, e l’Italia intera, reagiscano alla tentazione dello scoraggiamento e, forti anche della grande tradizione umanistica, riprendano con decisione la via del rinnovamento spirituale ed etico, che sola può condurre ad un autentico miglioramento della vita sociale e civile. Ciascuno, in questo, può e deve dare il suo contributo.</p>
<p>O Maria, Madonna del Conforto, prega per noi!</p>
<p>Regina Caeli…</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Visita pastorale ad Arezzo, La Verna e Sansepolcro</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 15:51:41 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Discorsi]]></category>

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		<description><![CDATA[Visita Pastorale ad Arezzo, La Verna e Sansepolcro (13 maggio 2012)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/travels/2012/index_arezzo_it.htm" target="_blank">Visita Pastorale<br />
ad Arezzo, La Verna e Sansepolcro<br />
(13 maggio 2012)</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Meditazioni 14 maggio 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 15:49:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affidamento a Maria]]></category>

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		<description><![CDATA[San Mattia Apostolo Non si diventa cristiani per una conoscenza intellettuale ed erudita dei contenuti di verità del Cristianesimo, ma solo se accade la possibilità, dice sant’Agostino, “ad fruendum Te”: di godere di Te – di godere del Signore, della Sua presenza reale […] Non basta dire di conoscere Dio e che Dio è la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>San Mattia Apostolo</strong></p>
<p>Non si diventa cristiani per una conoscenza intellettuale ed erudita dei contenuti di verità del Cristianesimo, ma solo se accade la possibilità, dice sant’Agostino, “ad fruendum Te”: di godere di Te – di godere del Signore, della Sua presenza reale […] Non basta dire di conoscere Dio e che Dio è la massima felicità e beatitudine perché uno sia felice e beato. Anche Platone, afferma sempre Agostino, intuisce che Dio è la felicità, ma non per questo era felice. È solo l’incontro reale con Gesù, è solo l’incontro con la Grazia, che investe la nostra vita e da cui ci lasciamo investire, che rende possibile l’esperienza di godimento della felicità che solo Dio è […] Se pensiamo, ad esempio, a Maria Maddalena, siamo certi che nessun discorso su Dio, sul fatto che Dio fosse la felicità, sull’esistenza del Verbo eterno, avrebbe potuto ridarle quella speranza che solo si è riaccesa nell’incontro col Signore Gesù, nell’incontro e nell’abbraccio con il Verbo eterno fatto carne. Solo l’incontro e l’abbraccio con il Verbo eterno fatto carne ha permesso alle sue lacrime di potersi riversare sui piedi di quella Presenza da cui si è sentita totalmente amata, abbracciata, perdonata, riaffermata e rimessa in gioco come “io”, come donna nella vita e nel cammino verso la felicità. Lo stesso Agostino non si è convertito perché ha aggiunto un ulteriore contenuto di verità ad altri che già aveva. Ma solo quando umilmente ha abbracciato l’umile Gesù e, sono sue parole, “quando la tua mano ha curato la tristezza del mio cuore”. Così anche per noi non sarà mai un ulteriore, aggiornato e proclamato contenuto di verità che potrà farci riconoscere o affermare Cristo come la presenza più cara e decisiva della vita (Nicolino Pompei, Quello che abbiamo di più caro è Cristo stesso).<br />
Nell’Omelia di Pentecoste dello scorso anno, il Papa così pregava: “Signore, mostrati! Facci il dono della tua presenza, e avremo il dono più bello: la tua gioia”. Invochiamo per questo lo Spirito Santo.</p>
<p><em>&#8230; Invocazione allo Spirito Santo</em></p>
<p>Ringraziamo il Signore per il dono della nostra Compagnia e per i prodigi della Grazia di cui continuamente ci investe e ci rende testimoni. Affidiamo a Maria Santissima Nicolino, ciascuno di noi, ciascuno dei nuovi amici che riceviamo in dono, tutti i bambini e i ragazzi, a noi in vari modi affidati, che stanno ricevendo la Prima Comunione e la Cresima. Raccomandiamo alla Madonna Stefano, il figlio della signora Claudia, e tutte le persone malate.</p>
<p><strong>Nel primo mistero della gloria contempliamo la resurrezione di Gesù</strong><br />
Madre Immacolata, […] siamo consapevoli che, senza Gesù, non possiamo fare nulla di buono (cfr Gv 15,5) e che, solo per Lui, con Lui ed in Lui, saremo per il mondo strumenti di salvezza. Sposa dello Spirito Santo, ottienici l&#8217;inestimabile dono della trasformazione in Cristo. Per la stessa potenza dello Spirito che, estendendo su di Te la sua ombra, ti rese Madre del Salvatore, aiutaci affinché Cristo, tuo Figlio, nasca anche in noi (<em>Benedetto XVI,</em> Preghiera a Fatima, 12.05.10).</p>
<p><strong>Nel secondo mistero della gloria contempliamo l’ascensione di Gesù al cielo</strong><br />
Madre di Misericordia, è stato il tuo Figlio Gesù che ci ha chiamati a diventare come Lui: luce del mondo e sale della terra (cfr Mt 5, 13-14). Aiutaci, con la tua potente intercessione, a non venir mai meno a questa sublime vocazione, a non cedere ai nostri egoismi, alle lusinghe del mondo ed alle suggestioni del Maligno. Preservaci con la tua purezza, custodiscici con la tua umiltà e avvolgici col tuo amore materno. Madre della Chiesa, […] vogliamo essere pastori che non pascolano se stessi, ma si donano a Dio per i fratelli, trovando in questo la loro felicità. Non solo a parole, ma con la vita, vogliamo ripetere umilmente, giorno per giorno, il nostro &#8220;eccomi&#8221;. Guidati da te, vogliamo essere Apostoli della Divina Misericordia (Ibi).</p>
<p><strong>Nel terzo mistero della gloria contempliamo la Pentecoste</strong><br />
Ripeti al Signore l&#8217;efficace tua parola: &#8220;non hanno più vino&#8221; (Gv 2,3), affinché il Padre e il Figlio riversino su di noi, come in una nuova effusione, lo Spirito Santo. Pieno di stupore e di gratitudine<br />
per la tua continua presenza in mezzo a noi, […] anch&#8217;io voglio esclamare: &#8220;a che cosa devo che la Madre del mio Signore venga a me?&#8221; (Lc 1,43) (Ibi).</p>
<p><strong>Nel quarto mistero della gloria contempliamo Maria che viene assunta in cielo</strong><br />
Avvocata e Mediatrice della grazia, tu che sei tutta immersa nell&#8217;unica mediazione universale di Cristo, invoca da Dio, per noi, un cuore completamente rinnovato, che ami Dio con tutte le proprie forze e serva l&#8217;umanità come hai fatto tu (Ibi).</p>
<p><strong>Nel quinto mistero della gloria contempliamo Maria che viene coronata regina del cielo e della terra</strong><br />
Madre nostra da sempre, non ti stancare di &#8220;visitarci&#8221;, di consolarci, di sostenerci. Vieni in nostro soccorso e liberaci da ogni pericolo che incombe su di noi. […] La tua presenza faccia rifiorire il deserto delle nostre solitudini e brillare il sole sulle nostre oscurità, faccia tornare la calma dopo la tempesta, affinché ogni uomo veda la salvezza del Signore, che ha il nome e il volto di Gesù, riflesso nei nostri cuori, per sempre uniti al tuo! (Ibi).</p>
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		<title>Insieme per l&#8217;Europa 2012</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 12:04:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milena</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 12 maggio i cristiani europei si trovano uniti per testimoniare le radici cristiane dell’Europa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fidesvita.org/uploads/2012/05/europa_400x189.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-12983" title="europa_400x189" src="http://www.fidesvita.org/uploads/2012/05/europa_400x189-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La giornata di oggi 12 maggio è una tappa importante per i movimenti cristiani europei per continuare ad incontrarsi su temi fondamentali, dalla politica al sociale, dai giovani alle famiglie, al dialogo ecumenico ed interreligioso, all’impegno per la pace.<br />
Difatti, dopo le precedenti edizioni del 2004 e del 2007, ritorna l’appuntamento di Insieme per l’Europa, evento a carattere internazionale promosso da movimenti e comunità cristiane<br />
Saranno oltre 150 le città d’Europa che oggi saranno collegate in diretta con Bruxelles per un’iniziativa che si pone l’obiettivo di far riscoprire le radici cristiane del vecchio continente.<br />
Ed è per questo che è stata scelta la città di Bruxelles, come luogo simbolico di partenza della manifestazione, in quanto sede di importanti istituzioni dell’Unione Europea, tra tutti il Parlamento Europeo, in un momento storico importante, il 2012, che viene celebrato come l’anno europeo della solidarietà tra le generazioni.<br />
Ad incontrarsi saranno movimenti e comunità che, mantenendo la propria autonomia, agiscono insieme in determinate occasioni per scopi condivisi, portando il contributo del proprio carisma; ad oggi si tratta di una rete di più di 250 movimenti e comunità cristiane, tra cattolici, evangelici, anglicani, ortodossi, membri delle chiese libere e di comunità pentecostali, uniti per il bene comune del continente e per il concreto e necessario riconoscimento delle sue origini cristiane.<br />
La manifestazione si svolge in contemporanea con la staffetta mondiale Run4Unity promossa dai Ragazzi per l&#8217;unità del Movimento dei Focolari, di etnie, culture e religioni diverse, che tra le ore 15 e le 16 nei diversi Paesi del mondo correranno uniti per testimoniare il loro impegno per la pace, la fratellanza universale e l’unità attraversando alcuni luoghi significativi del pianeta.<br />
L’importanza dell’evento ha spinto il nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano, a conferirgli una propria medaglia di rappresentanza; inoltre “Insieme per l’Europa” gode del patrocinio di: José Manuel Barroso &#8211; Presidente della Commissione Europea, Thorbjørn Jagland &#8211; Segretario generale del Consiglio d’Europa, Irina Bokova &#8211; Direttrice generale dell’UNESCO, e della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.<br />
Nelle Marche questa giornata vedrà coinvolti alcuni movimenti cristiani europei, con sedi locali, riuniti in due città, Ancona e Ascoli Piceno, che godono anche del patrocinio delle rispettive Province e Regioni: A.G.E.S.C.I, Aggregazione del SS. Sacramento, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Azione Cattolica &#8211; Delegazione regionale delle Marche, Compagnia dei Tipi Loschi, C.S.I., Cursillos di Cristianità, Equipes Notre Dame, Fides Vita, Gruppi del Vangelo, Milizia dell’Immacolata di P. Kolbe, Movimento dei Focolari, Movimento Giovanile Salesiano Ancona, Movimento Gloriosa Trinità, Movimento per la Vita, Rinnovamento nello Spirito, S.A.E., Unitalsi.<br />
Anche la nostra Compagnia ha desiderato con forza aderire a questo gesto, offrendo anche la testimonianza di alcuni amici che vivono come vocazione familiare l’accoglienza di minori nella casa famiglia Nain, nel paese di Castorano, poco distante da Ascoli Piceno, luogo di ritrovo della manifestazione, e la presenza di alcuni di noi nel servizio del coro, che animerà i vari momenti di preghiera.<br />
Siamo lieti di essere presenti come segno particolare della Chiesa Cattolica, per continuare a pregare, in comunione con il Santo Padre, per l’unità dei cristiani, chiedendo di essere “segno di sicura speranza per il peregrinante popolo di Dio”.</p>
<p>Per saperne di più su Insieme per l’Europa 2012 <a href="http://localevents.together4europe.org/it/" target="_blank">clicca qui</a></p>
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		<title>La caduta degli dei: il Partito comunista non dà la felicità</title>
		<link>http://www.fidesvita.org/rassegna-stampa/la-caduta-degli-dei-il-partito-comunista-non-da-la-felicita.html</link>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 20:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fidesvita.org/?p=12994</guid>
		<description><![CDATA[La frase storica del segretario del Partito nel Guangdong: “ogni individuo deve cercare la sua felicità; lo Stato e il Partito devono servire la persona”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono in molti a scommettere che questa frase &#8220;passerà alla storia&#8221;: la felicità non è un dono benevolo del Partito comunista o del governo cinese, ma va cercata personalmente come un proprio diritto. Si è espresso così nientemeno che il segretario del Partito del Guangdong, Wang Yang (v. foto), durante un incontro con i quadri di alto livello nella regione più ricca della Cina.</p>
<p>Wang Yang è conosciuto come un &#8220;liberale&#8221; e da tempo spinge per maggiori riforme politiche all&#8217;interno del Guangdong. Grazie a lui, gli abitanti di Wukan hanno vinto la loro battaglia contro le autorità locali accusate di corruzione (v.: 16/01/2012 Wukan festeggia: il leader delle rivolte nominato segretario comunista); il Guangdong gode di una più spedita economia di mercato; tante tensioni fra operai e imprenditori vengono sanate con il dialogo di cui si fa garante il Partito stesso. Sebbene Wang continui a ripetere che la Cina &#8220;non deve imitare l&#8217;occidente&#8221;, è nota la sua opposizione al neo-maoismo di Bo Xilai, ex segretario di Chongqing, caduto ormai in disgrazia.</p>
<p>Nella presentazione del Congresso del Partito del Guangdong, iniziato ieri, egli ha detto. &#8220;Dobbiamo abbandonare l&#8217;idea sbagliata secondo cui la felicità del popolo è un favore elargito dal Partito e dal governo&#8221;. E ancora: &#8220;Cercare la felicità è un diritto del popolo&#8221; e il ruolo del governo è di dare &#8220;alle masse popolari la libertà per &#8220;cercare con orgoglio la propria via della felicità&#8221;.</p>
<p>Le note di Wang si distaccano in profondità dalla retorica tradizionale del Partito visto come una divinità, che ha ottenuto alla Cina indipendenza, benessere, ordine, successo. I giovani cinesi, fin dalle scuole elementari sono educati a ringraziare il Partito per ogni cosa, dai quaderni alle caramelle.</p>
<p>Ai tempi di Mao la gratitudine era anche attraversata da un afflato semi-religioso, con Mao Zhuxi (presidente) nella parte della divinità. E in effetti il Partito si preoccupava dei cinesi &#8220;dalla culla fino alla tomba&#8221;. In seguito, con le riforme economiche, e con i relativi scandali legati alla corruzione dei quadri, il Partito è sempre rimasto il più importante datore di lavoro del Paese. Chiunque è capace di ingraziarselo riesce a trovare un posto, è protetto se ha guai con la giustizia, vive al di sopra della media degli altri cinesi.</p>
<p>Le affermazioni di Wang sottolineano che la ricerca della felicità è una questione personale, in cui lo Stato e il Partito non c&#8217;entrano. E in secondo luogo che lo Stato (e il Partito) devono servire l&#8217;individuo.</p>
<p>Fra gli oltre 70 milioni di quadri del Partito, già da tempo molti hanno scoperto la via della felicità in altre strade fuori dal comunismo: almeno un terzo degli iscritti aderisce a una comunità religiosa ufficiale o sotterranea (v.: 28/02/2006 Partito comunista in crisi: 20 milioni di quadri vanno in chiesa o al tempio).</p>
<p>Ma le frasi di Wang Yang sono storiche perché vengono dette in pubblico da un alto membro del Partito, che con ogni probabilità diverrà membro del Comitato permanente del Politburo, la cupola più alta del potere in Cina.</p>
<p>Per questo, sebbene non citate nei resoconti ufficiali dei media, le sue frasi si stanno diffondendo su internet. E fra i commenti vi sono molte frasi di sostegno, insieme a un fatidico &#8220;Questa frase passerà alla storia&#8221;.</p>
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		<title>Turchia: proteste dei cristiani per una traduzione falsata del Vangelo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 20:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fidesvita.org/?p=12992</guid>
		<description><![CDATA[Una traduzione del Vangelo falsata e non autorizzata dalle Chiese cristiane ha generato una pubblica protesta dei cristiani in Turchia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una traduzione del Vangelo falsata e non autorizzata dalle Chiese cristiane ha generato una pubblica protesta dei cristiani in Turchia. In un comunicato inviato all’agenzia Fides, la “Alleanza delle Chiese protestanti” della Turchia, parte della “Alleanza Evangelica Mondiale”, stigmatizza “la traduzione fuorviante” di una edizione in turco del Vangelo di Matteo, pubblicato alla fine del 2011. Il testo è denso di errori in “parole molto importanti e fondamentali del Nuovo Testamento”, che rendono la traduzione “sbagliata ed estremamente negativa”. Le Chiese rimarcano l’urgenza di cambiare tali termini, definendo il Vangelo diffuso “inaccettabile e inutilizzabile”. Quello a cui si fa riferimento è la rimozione di parole come “Padre” e “Figlio di Dio”, sostituite rispettivamente da “Dio” e “rappresentante di Dio”. Il versetto di Mt 28,19 che dice “battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”, è divenuto ad esempio “purificandole con l’acqua, nel nome di Allah, del suo Messia e del suo Santo Spirito”. I leader cristiani affermano di aver segnalato tali incongruenze prima della pubblicazione, curata da tre enti cristiani americani (“Wycliffe Bible Translators”, “Summer Institute of Linguistics”-SIL e “Frontiers”) il cui scopo era quello di produrre una Bibbia “vicina alla sensibilità dei musulmani”. Per evitare che persone di lingua turca, cristiane o non cristiane, fossero esposte a insegnamenti sbagliati, le Chiese avevano chiesto al comitato di traduzione di mutare i punti che “minano la teologia cristiana”, ma così non è stato. “Vogliamo che la Sacra Scrittura sia letta e compresa da tutti i settori della società. Le traduzioni prodotte dalla Società Biblica nella prima metà del XX secolo sono eccellenti, fedeli alla storia della teologia cristiana, ma anche eccellenti per le persone che si accostano alla Bibbia, per capire le espressioni della fede cristiana” nota il comunicato giunto a Fides. L&#8217;Alleanza delle Chiese protestanti in Turchia rappresenta la maggior parte delle Chiese protestanti nel Paese. Nel 2011 ha pubblicato il Rapporto sulle violazioni dei diritti dei cristiani in Turchia, che sono meno dello 0,1% della popolazione di 72 milioni di abitanti. (R.P.)</p>
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		<title>Il testo dell&#8217;articolo 18 a seguito della riforma</title>
		<link>http://www.fidesvita.org/articoli-vari/il-testo-dellarticolo-18-a-seguito-della-riforma.html</link>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 11:46:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Vari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fidesvita.org/?p=12959</guid>
		<description><![CDATA[Art. 18 &#8211; Tutela del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo Il giudice, con la sentenza con la quale dichiara la nullità del licenziamento perché discriminatorio ai sensi dell’articolo 3 della legge 11 maggio 1990, n. 108, ovvero intimato in concomitanza col matrimonio ai sensi dell’articolo 35 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n.198, o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Art. 18 &#8211; Tutela del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo Il giudice, con la sentenza con la quale dichiara la nullità del licenziamento perché discriminatorio ai sensi dell’articolo 3 della legge 11 maggio 1990, n. 108, ovvero intimato in concomitanza col matrimonio ai sensi dell’articolo 35 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n.198, o in violazione dei divieti di licenziamento di cui all’articolo 54, commi 1, 6, 7 e 9, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, ovvero perché riconducibile ad altri casi di nullità previsti dalla legge o determinato da un motivo illecito determinante ai sensi dell’articolo 1345 del codice civile, ordina al datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro, indipendentemente dal motivo formalmente addotto e quale che sia il numero dei dipendenti occupati dal datore di lavoro. La presente disposizione si applica anche ai dirigenti. A seguito dell’ordine di reintegrazione, il rapporto di lavoro si intende risolto quando il lavoratore non abbia ripreso servizio entro trenta giorni dall’invito del datore di lavoro, salvo il caso in cui abbia richiesto l’indennità di cui al terzo<br />
comma del presente articolo. Il regime di cui al presente articolo si applica anche al<br />
licenziamento dichiarato inefficace perché intimato in forma orale.<br />
Il giudice, con la sentenza di cui al primo comma, condanna altresì il datore di lavoro al risarcimento del danno subito dal lavoratore per il licenziamento di cui sia stata accertata la nullità, stabilendo a tal fine un’indennità commisurata all’ultima retribuzione globale di fatto maturata dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione, dedotto quanto percepito, nel periodo di estromissione, per lo svolgimento di altre attività lavorative.<br />
In ogni caso la misura del risarcimento non potrà essere inferiore a cinque mensilità della retribuzione globale di fatto. Il datore di lavoro è condannato inoltre, per il medesimo periodo, al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.<br />
Fermo restando il diritto al risarcimento del danno come previsto al secondo comma, al lavoratore è data la facoltà di chiedere al datore di lavoro, in sostituzione della reintegrazione nel posto di lavoro, un’indennità pari a quindici mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, la cui richiesta determina la risoluzione del rapporto di lavoro, e che non è assoggettata a contribuzione previdenziale. La richiesta dell’indennità deve essere effettuata entro trenta giorni dalla comunicazione del deposito della sentenza, o dall’invito del datore di lavoro a riprendere servizio, se anteriore alla predetta comunicazione. Il giudice, nelle ipotesi in cui accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotti dal datore di lavoro, perché il fatto contestato non sussiste o il lavoratore non lo ha commesso ovvero perché il fatto rientra tra le condotte punibili con una sanzione conservativa sulla base delle tipizzazioni di giustificato motivo soggettivo e di giusta causa previste dai contratti collettivi applicabili, annulla il licenziamento e condanna il datore di lavoro alla reintegrazione nel posto di lavoro di cui al primo comma e<br />
al pagamento di un’indennità risarcitoria commisurata all’ultima retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione, dedotto quanto il lavoratore ha percepito, nel periodo di estromissione, per lo svolgimento di altre attività lavorative, nonché quanto avrebbe potuto percepire dedicandosi con diligenza alla ricerca di una nuova occupazione. In ogni caso la misura dell’indennità risarcitoria non potrà essere superiore a dodici mensilità della retribuzione globale di fatto. Il datore di lavoro è condannato, altresì, al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello della effettiva reintegrazione, maggiorati degli interessi nella misura legale senza applicazione di sanzioni per omessa o ritardata contribuzione, per un importo pari al differenziale contributivo esistente tra la contribuzione che sarebbe stata maturata nel rapporto di lavoro risolto dall’illegittimo licenziamento e quella accreditata al lavoratore in conseguenza dello svolgimento di altre attività lavorative. In quest’ultimo caso, qualora i contributi afferiscano ad altra gestione previdenziale, essi sono imputati d’ufficio alla gestione corrispondente all’attività lavorativa svolta dal dipendente licenziato, con addebito dei relativi costi al datore di lavoro. A seguito dell’ordine di reintegrazione, il rapporto di lavoro si intende risolto quando il lavoratore non abbia ripreso servizio entro trenta giorni dall’invito del datore di lavoro, salvo il caso in cui abbia richiesto l’indennità sostitutiva della reintegrazione nel posto di lavoro ai sensi del terzo comma. Il giudice, nelle altre ipotesi in cui accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotti dal datore di lavoro, dichiara risolto il rapporto di lavoro con effetto dalla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di<br />
un’indennità risarcitoria onnicomprensiva determinata tra un minimo di dodici e un massimo di ventiquattro mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, in relazione all’anzianità del lavoratore e tenuto conto del numero dei dipendenti occupati, delle dimensioni dell’attività economica, del comportamento e delle condizioni delle parti, con onere di specifica motivazione a tale riguardo.<br />
Nell’ipotesi in cui il licenziamento sia dichiarato inefficace per violazione del requisito di motivazione di cui all’articolo 2, secondo comma, della legge 15 luglio 1966, n. 604, della procedura di cui all’articolo 7 della legge 20 maggio 1970, n. 300, o della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, si applica il regime di cui al quinto comma, ma con attribuzione al lavoratore di un’indennità risarcitoria onnicomprensiva determinata, in relazione alla gravità della violazione formale o procedurale commessa dal datore di lavoro, tra un minimo di sei e un massimo di dodici mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, con onere di specifica motivazione a tale riguardo, a meno che il giudice, sulla base della<br />
domanda del lavoratore, accerti che vi è anche un difetto di giustificazione del licenziamento, nel qual caso applica, in luogo di quelle previste dal presente comma, le tutele di cui ai commi quarto, quinto o sesto. Il giudice applica la medesima disciplina di cui al quarto comma del presente articolo nell’ipotesi in cui accerti il difetto di giustificazione del licenziamento intimato, anche ai sensi dell’articolo 4, comma 4, e 10, comma 3, della legge 12 marzo 1999, n. 68, per motivo oggettivo<br />
consistente nell’inidoneità fisica o psichica del lavoratore, ovvero che il licenziamento è stato intimato in violazione dell’articolo 2110, secondo comma, del codice civile. Può altresì applicare la predetta disciplina nell’ipotesi in cui accerti la manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento per giustifico motivo oggettivo; nelle altre ipotesi in cui accerta che non ricorrono gli estremi del predetto giustificato motivo, il giudice applica la disciplina di cui al quinto comma. In tale ultimo caso il giudice, ai fini della determinazione dell’indennità tra il minimo e il massimo previsti, tiene conto, oltre ai criteri di cui al sesto comma, delle iniziative assunte dal lavoratore per la ricerca di una nuova occupazione e del comportamento<br />
delle parti nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604.<br />
Qualora, nel corso del giudizio, sulla base della domanda formulata dal lavoratore, il<br />
licenziamento risulti determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari, trovano<br />
applicazione le relative tutele previste dal presente articolo.<br />
Le disposizioni dal comma quarto al comma settimo si applicano al datore di lavoro,<br />
imprenditore o non imprenditore, che in ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo nel quale ha avuto luogo il licenziamento occupa alle sue dipendenze più di quindicilavoratori o più di cinque se trattasi di imprenditore agricolo, nonché al datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, che nell’ambito dello stesso comune occupa più di quindici dipendenti ed all’impresa agricola che nel medesimo ambito territoriale occupa più di cinque dipendenti, anche se ciascuna unità produttiva, singolarmente considerata, non raggiunge tali limiti, e in ogni caso al datore di lavoro, imprenditore e non imprenditore, che occupa più di sessanta dipendenti. Ai fini del computo del numero dei dipendenti di cui all’ottavo comma si tiene conto dei lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato parziale per la quota di orario effettivamente svolto, tenendo conto, a tale proposito, che il computo delle unità lavorative fa riferimento all’orario previsto dalla contrattazione collettiva del settore. Non si computano il coniuge ed i parenti del datore di lavoro entro il secondo grado in linea diretta e in linea collaterale. Il computo dei limiti  occupazionali di cui al nono comma non incide su norme o istituti che prevedono agevolazioni finanziarie o creditizie.<br />
Nell’ipotesi di revoca del licenziamento, purché effettuata entro il termine di quindici giorni dalla comunicazione al datore di lavoro dell’impugnazione del medesimo, il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuità, con diritto del lavoratore alla retribuzione maturata nel periodo precedente alla revoca, e non trovano applicazione i regimi sanzionatori previsti dal presente articolo.<br />
Nell&#8217;ipotesi di licenziamento dei lavoratori di cui all&#8217;articolo 22, su istanza congiunta del lavoratore e del sindacato cui questi aderisce o conferisca mandato, il giudice, in ogni stato e grado del giudizio di merito, può disporre con ordinanza, quando ritenga irrilevanti o insufficienti gli elementi di prova forniti dal datore di lavoro, la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro.<br />
L&#8217;ordinanza di cui al comma precedente può essere impugnata con reclamo immediato al giudice medesimo che l&#8217;ha pronunciata. Si applicano le disposizioni dell&#8217;articolo 178, terzo, quarto, quinto e sesto comma del codice di procedura civile.<br />
L&#8217;ordinanza può essere revocata con la sentenza che decide la causa.<br />
Nell&#8217;ipotesi di licenziamento dei lavoratori di cui all&#8217;articolo 22, il datore di lavoro che non ottempera alla sentenza di cui al primo comma ovvero all&#8217;ordinanza di cui al quarto comma, non impugnata o confermata dal giudice che l&#8217;ha pronunciata, è tenuto anche, per ogni giorno di ritardo, al pagamento a favore del Fondo adeguamento pensioni di una somma pari all&#8217;importo della retribuzione dovuta al lavoratore.</p>
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		<title>Il testo attuale dell&#8217;articolo 18</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 11:40:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il testo dell&#8217;art. 18 dello Statuto dei lavoratori, inserito nel titolo secondo (Della libertà sindacale &#8211; Reintegrazione nel posto di lavoro) Ferme restando l’esperibilità delle procedure previste dall’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, il giudice con la sentenza con cui dichiara inefficace il licenziamento ai sensi dell’articolo 2 della predetta legge o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il testo dell&#8217;art. 18 dello Statuto dei lavoratori, inserito nel titolo secondo (Della libertà sindacale &#8211; Reintegrazione nel posto di lavoro)</em></p>
<p>Ferme restando l’esperibilità delle procedure previste dall’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, il giudice con la sentenza con cui dichiara inefficace il licenziamento ai sensi dell’articolo 2 della predetta legge o annulla il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo , ovvero ne dichiara la nullità a norma della legge stessa, ordina al datore di lavoro, imprenditore e non imprenditore, che in ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo nel quale ha avuto luogo il licenziamento occupa alle sue dipendenze più di 15 prestatori di lavoro o più di 5 se trattasi di imprenditore agricolo, di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro. Tali disposizioni si applicano altresì ai datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori, che nell’ambito dello stesso comune occupano più di quindici dipendenti ed alle imprese agricole che nel medesimo ambito territoriale occupano più di cinque dipendenti, anche se ciascuna unità produttiva, singolarmente considerata, non raggiunge tali limiti, e in ogni caso al datore di lavoro, imprenditore e non imprenditore, che occupa alle sue dipendenze più di sessanta prestatori di lavoro.<br />
Ai fini del computo del numero dei prestatori di lavoro di cui primo comma si tiene conto anche dei lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro, dei lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato parziale, per la quota di orario effettivamente svolto, tenendo conto, a tale proposito, che il computo delle unità lavorative fa riferimento all’orario previsto dalla contrattazione collettiva del settore. Non si computano il coniuge ed i parenti del datore di lavoro entro il secondo grado in linea diretta e in linea collaterale.<br />
Il computo dei limiti occupazionali di cui al secondo comma non incide su norme o istituti che prevedono agevolazioni finanziarie o creditizie.<br />
Il giudice con la sentenza di cui al primo comma condanna il datore di lavoro al risarcimento del danno subìto dal lavoratore per il licenziamento di cui sia stata accertata l’inefficacia o l’invalidità stabilendo un’indennità commisurata alla retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione e al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali dal momento del licenziamento al momento dell’effettiva reintegrazione; in ogni caso la misura del risarcimento non potrà essere inferiore a cinque mensilità di retribuzione globale di fatto.<br />
Fermo restando il diritto al risarcimento del danno così come previsto al quarto comma, al prestatore di lavoro è data la facoltà di chiedere al datore di lavoro in sostituzione della reintegrazione nel posto di lavoro, un’indennità pari a quindici mensilità di retribuzione globale di fatto. Qualora il lavoratore entro trenta giorni dal ricevimento dell’invito del datore di lavoro non abbia ripreso il servizio, né abbia richiesto entro trenta giorni dalla comunicazione del deposito della sentenza il pagamento dell’indennità di cui al presente comma, il rapporto di lavoro si intende risolto allo spirare dei termini predetti.<br />
La sentenza pronunciata nel giudizio di cui al primo comma è provvisoriamente esecutiva.<br />
Nell’ipotesi di licenziamento dei lavoratori di cui all’articolo 22, su istanza congiunta del lavoratore e del sindacato cui questi aderisce o conferisca mandato, il giudice, in ogni stato e grado del giudizio di merito, può disporre con ordinanza, quando ritenga irrilevanti o insufficienti gli elementi di prova forniti dal datore di lavoro, la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro.<br />
L’ordinanza di cui al comma precedente può essere impugnata con reclamo immediato al giudice medesimo che l’ha pronunciata. Si applicano le disposizioni dell’articolo 178, terzo, quarto, quinto e sesto comma del codice di procedura civile.<br />
L’ordinanza può essere revocata con la sentenza che decide la causa.<br />
Nell’ipotesi di licenziamento dei lavoratori di cui all’articolo 22, il datore di lavoro che non ottempera alla sentenza di cui al primo comma ovvero all’ordinanza di cui al quarto comma, non impugnata o confermata dal giudice che l’ha pronunciata, è tenuto anche, per ogni giorno di ritardo, al pagamento a favore del Fondo adeguamento pensioni di una somma pari all’importo della retribuzione dovuta al lavoratore.</p>
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