IL VERBO SI E’ FATTO CARNE E ABITA TRA NOI
La mostra, ripercorrendo la bellezza della storia del presepio, pone il visitatore di fronte alla sorprendente e radicale compromissione del Mistero con la vita dell’uomo, con la sua storia. Il presepio c’è per ricomprendere il motivo e il significato pieni che esso custodisce: il Mistero che si fa compagnia di Uomo all’uomo.
La necessità di comprendere questa tradizione nasce dalla consapevolezza che essa è ciò che conserva e sostiene la coscienza del significato di simboli, gesti, azioni radicati nel quotidiano, ma purtroppo totalmente incompresi.
Partendo dalle parole di Giovanni Paolo II, si può senza dubbio dire che il presepio è una delle espressioni più eloquenti e cordiali in tutta l’arte sacra, che descrive l’Evento di Betlem. La sua origine viene fatta risalire alla pittura catacombale nella quale si manifestano le prime immagini di Gesù Bambino. Successivamente, le rappresentazioni della Natività andarono diffondendosi sia in Europa che in Oriente. Dobbiamo attendere, però, il 1223 anno in cui San Francesco d’Assisi, tornando da un viaggio in Terra Santa, desideroso di “far memoria di quel Bambino che nacque in Betlem.e di ben vederlo con gli occhi del corpo” (Tommaso da Celano), domandò a Papa Onorio III di poter realizzare una rappresentazione fisica della Natività. Il presepio proposto dal Santo includeva, inizialmente, solamente la presenza del bue e dell’asino vicino al bambino; successivamente i francescani (primi promotori del presepio) evidenziarono anche l’aspetto più propriamente storico: scaturirono, pertanto, dei contesti paesaggistici e un vestiario più corrispondente e contemporaneo al tempo corrente, favorendo sempre più nel presepio la maturazione della consapevolezza del suo motivo originante.
La mostra, supportata dalla bellezza dei plastici, prosegue il suo percorso con una descrizione significativa dei personaggi della Natività, per concludersi con l’approfondimento di tre momenti di tempo che, insieme con quest’ultima, esprimono il coinvolgimento amorevole di Dio con la vita dell’uomo: l’Annunciazione, ovvero il momento di tempo grazie al quale “Maria viene definitivamente introdotta nel Mistero di Cristo”; la Morte e la Resurrezione.
