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LA VITA, LA SCIENZA E LA COSCIENZA

 

La mostra, nata dalla circostanza dell’ultimo referendum sulla fecondazione medicalmente assistita, si pone come scopo quello di riaffermare l’inviolabilità della vita da un punto di vista scientifico, etico e giuridico.
La mostra si propone di aiutare il visitatore a comprendere come la ricerca scientifica, lo studio dell’embriogenesi, l’approfondimento delle dimensioni psicologhe della vita prenatale, offrono concordanti evidenze che portano a considerare la vita umana come un continuo che ha, nella fase embrionale e nell’invecchiamento, l’inizio e la fine del suo percorso naturale. Successivamente si sofferma e approfondisce l’ambito di operatività della scienza cercando di comprendere cosa, di fatto, la ricerca scientifica possa fare in favore della vita e fin dove è chiamata ad intervenire e infine esamina quali sono le leggi che, a livello nazionale e internazionale, tutelano la persona umana.
La prima sezione, a carattere scientifico, evidenzia, innanzitutto, che il neoconcepito è una realtà biologica definita: un individuo totalmente umano in sviluppo, che autonomamente, momento per momento, senza alcuna discontinuità, attualizza la propria forma realizzando, per intrinseca attività, un disegno presente nel suo stesso menoma. La formazione del neoconcepito, dalla fecondazione alla nascita e in tutto il processo di crescita e di sviluppo successivo, manifesta un finalismo progettuale caratterizzato da tre proprietà biologiche: la coordinazione, la continuità e la gradualità.
Pertanto di fronte all’embrione si è dinanzi ad un vero e proprio protagonismo biologico che si manifesta nella precisa dinamica dell’impianto, nel colloquio biochimico, immunologico e ormonale.
La scienza mostra che la vita inizia con la fecondazione e che da quel momento ha origine una persona nuova che inizia la sua interazione con l’ambiente, prima nel grembo materno, poi nel mondo esterno, in un divenire unico e specifico.
La seconda sezione, a carattere etico, si propone di approfondire quei principi etici che dovrebbero guidare ogni ricerca scientifica, provocando, contemporaneamente, la ragione del visitatore a soffermarsi sulla domanda più urgente e necessaria: chi è l’uomo? Tutto ciò che è tecnicamente possibile è anche eticamente lecito? Il progresso scientifico e tecnologico stanno rendendo la vita umana più umana? La rendono più degna dell’uomo? Perché se da una parte è innegabile che il progresso delle scienze biologiche e mediche ha permesso all’umanità intera di disporre di avanzate risorse terapeutiche per contrastare le diversificate malattie esistenti in natura, allo stesso tempo le varie tecniche scientifiche così come le più sconvolgenti sperimentazioni sull’uomo hanno posto la ragione dell’uomo a domandarsi se realmente tutto ciò che la ricerca scientifica ha prodotto sia per la promozione e la salvaguardia della vita umana. Ragion per cui la mostra prosegue il suo percorso riaffermando qual’ è realmente lo scopo della ricerca scientifica approfondendo, contemporaneamente, cosa si intenda per etica e quale sia il più adeguato modello etico di riferimento che la scienza dovrebbe seguire nel suo agire.
Nel continuare il suo percorso razionale la mostra si propone, nella terza sezione, di approfondire, oltre che nell’aspetto prettamente biologico, l’inevitabile riconoscimento dell’embrione umano quale persona anche da un punto di vista giuridico.
Il panorama internazionale è ricco di convenzioni, raccomandazioni del Parlamento europeo, risoluzioni del Consiglio d’Europa, che impegnano gli Stati firmatari al rispetto e alla salvaguardia del valore e della salute dell’embrione umano nell’uso delle tecniche di procreazione artificiale.
L’intervento del legislatore nazionale, già indirizzato alla tutela personale e patrimoniale del nascituro presente nel codice civile, si è fatto più incisivo con la legge 40 del 2004, ove in maniera espressa si assicura la salvaguardia dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito, si finalizzano le tecniche di fecondazione assistita ai soli scopi terapeutici, vale a dire alla soluzione della sterilità e dell’infertilità umana, vietando qualsiasi sperimentazione sull’embrione, fatta eccezione per la ricerca clinica e sperimentale volte alla salute e allo sviluppo dell’embrione stesso.
La pretesa di questa mostra, insomma, è quella di sollevare in ciascuno una corretta domanda dentro un percorso interdisciplinare: l’embrione è un qualcosa o un qualcuno?

Formato della mostra