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Anno XIV numero 2/2016

Anno XIV numero 2/2016

Il nome
di Dio è
Misericordia

Segno di sicura speranza
Editoriale

di Barbara Braconi
Mentre stiamo chiudendo questo numero, si sta svolgendo a Carpegna, una località di montagna delle Marche, la Vacanza degli studenti della nostra Compagnia. È un’esperienza di cui i mass media non parleranno, la maggior parte del mondo non ne saprà magari nulla eppure un gesto così, una realtà così porta una Speranza, una Bellezza, una Presenza che salva il mondo.

Nell’esperienza di un grande amore tutto diventa avvenimento nel suo ambito

Ognuno di noi, si ritrova a scrivere lettere o messaggi a Nicolino per il desiderio di consegnargli il proprio cuore e condividergli quanto sta imparando, il proprio sguardo e il proprio giudizio rispetto a un fatto vissuto o a un momento attraversato… sempre nella certezza di essere accolto dalla sua paternità, di essere portato nella sua preghiera e di essere sostenuto dal suo insegnamento e dalla sua testimonianza. Desideriamo condividere a tutti alcune di queste testimonianze per la bellezza e l’aiuto che possono portare al cammino di ciascuno.

Dossier: un riconoscimento legislativo può bastare alla vera esigenza del cuore?

a cura di Barbara Braconi
Nel precedente numero avevamo pubblicato un articolo di riflessione sul percorso legislativo del Decreto Cirinnà e ciò che nel nostro paese sta suscitando. Sentiamo, l’esigenza di riprenderne la conclusione e di sviluppare il giudizio che lì risultava solamente accennato. È emersa in noi questa esigenza perché sorpresi, spinti e provocati da quanto abbiamo ulteriormente ricevuto in moltissime occasioni di dialogo con Nicolino su questi fatti. Siamo stati sorprendentemente aiutati da lui, infatti, a considerare che cosa ci sia realmente di mezzo e al fondo di una “pretesa” come quella di un riconoscimento legislativo di alcuni diritti e a considerare l’urgente ed imprescindibile richiamo che un momento come questo provoca ad ogni cristiano e a tutta la Chiesa.

Trattare diversamente situazioni o relazioni diverse non è fare ingiustizia

di Mons. Carlo Bresciani
Il 14 maggio scorso, l’Avvenire ha pubblicato un articolo di Mons. Carlo Bresciani, Vescovo della diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto, circa le questioni poste dalle legge sulle unioni civili. Lo proponiamo come contributo prezioso alla riflessione che stiamo sviluppando

Amoris Laetitia: un invito alla lettura Esortazione Apostolica di Papa Francesco sull’amore nella famiglia

di Milena Crescenzi
Papa Francesco ci dona una Esortazione sull’amore, non sulla dottrina del matrimonio. Non un testo per addetti ai lavori, ma per tutti noi che viviamo in famiglia. È così che si snoda il cammino di questo documento in cui il Papa si incammina con ciascuno di noi ad attraversare l’amore, la gioia dell’amore, il matrimonio, la fecondità, la famiglia, l’educazione dei figli, le sfide della famiglia e le sue concrete fragilità. Come invito alla lettura scelgo di dare alcuni cenni sull’amore coniugale e sulle sfide della famiglia nei tempi moderni.

Il mio merito è solo la tua Misericordia

di Nicolino Pompei
Brano tratto dall’intervento “Ma dì soltanto una parola ed io sarò salvato”.

Don Ernest Simoni. Dai lavori forzati all’incontro con Francesco

di Francesca Bellucci
Dopo aver assistito all’incontro fra Don Simoni e Papa Francesco, quando il Pontefice è stato in visita a Tirana il 21 settembre 2014, Mimmo Muolo editorialista di Avvenire, ha scritto un libro Abbiamo contattato Mimmo Muolo, lui, nello spazio di un’intervista ha ricostruito e tratteggiato un quadro completo delle vicissitudini che hanno coinvolto don Ernest e l’intero popolo albanese dal dopoguerra al 1990, anno della fine della dittatura comunista.

Io amo Gesù con tutto il mio cuore, l’anima e la mente, con tutte le mie forze…

di Moina Maroni
Madre Teresa di Calcutta sarà proclamata santa da Papa Francesco il prossimo 4 settembre. Riaccostiamoci alla testimonianza e al cuore che ha animato ogni opera ed ogni passo di questa piccola grande donna, conosciuta e amata in tutto il mondo.

Siamo fatti per l’Infinito
Un bagno ad Asnières di Georges Seurat

di Simona Cursale
Rintracciare ciò che è al fondo del cuore dell’uomo significa scoprire l’attesa di una presenza che possa rispondere alla solitudine e compia lo sconfinato desiderio di essere felici. In maniera sorprendente un dipinto di Seurat e un testo di Pavese fanno emergere ciò che il mondo tende a censurare o colmare: un’attesa di cui, invece, solo l’inaudita incarnazione di Cristo ne è la risposta

Studenti al lavoro
L’esperienza dell’alternanza scuola lavoro

di Paolo Vallorani
Tutto questo è apprezzabile, adeguato e intercetta una tendenza che è propria delle giovani generazioni, che ci chiedono di essere introdotti, di fare esperienza del mondo e della realtà, anche sotto l’aspetto lavorativo ma ciò che più reclamano questi ragazzi, senza dircelo palesemente, perché nemmeno loro ne se ne accorgono è un prima che abbracci comprenda interamente la loro vita, il loro io.

Ecco, Signore, io vengo

di Massimiliano Gaetani
Può capitare – come ci testimonia il nostro amico Massimiliano – che ciò che immediatamente ci appare una disgrazia possa invece diventare una strada di Grazia. Dal cuore sgorga allora la domanda: “Si compia in me la Tua volontà” perché in essa è la mia gioia.

SOLENNITÀ DI MARIA SS.MA MADRE DI DIO
LII GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

PAPA FRANCESCO

Piazza San Pietro
Martedì, 1° gennaio 2019

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e buon anno a tutti!

Oggi, ottavo giorno dopo il Natale, celebriamo la Santa Madre di Dio. Come i pastori di Betlemme, rimaniamo con lo sguardo fisso su di lei e sul Bambino che tiene tra le braccia. E in questo modo, mostrandoci Gesù, il Salvatore del mondo, lei, la madre, ci benedice. Oggi la Madonna ci benedice tutti, tutti. Benedice il cammino di ogni uomo e ogni donna in questo anno che inizia, e che sarà buono proprio nella misura in cui ciascuno avrà accolto la bontà di Dio che Gesù è venuto a portare nel mondo.

In effetti, è la benedizione di Dio che dà sostanza a tutti gli auguri che vengono scambiati in questi giorni. E oggi la liturgia riporta l’antichissima benedizione con cui i sacerdoti israeliti benedicevano il popolo. Ascoltiamo bene, recita così: «Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace» (Nm 6,24-26). Questa è la benedizione antichissima.

Per tre volte il sacerdote ripeteva il nome di Dio, “Signore”, stendendo la mani verso il popolo radunato. Nella Bibbia, infatti, il nome rappresenta la realtà stessa che viene invocata, e così, “porre il nome” del Signore su una persona, una famiglia, una comunità significa offrire loro la forza benefica che scaturisce da Lui.

In questa stessa formula, per due volte si nomina il “volto”, il volto del Signore. Il sacerdote prega che Dio lo “faccia risplendere” e lo “rivolga” verso il suo popolo, e così gli conceda la misericordia e la pace.

Sappiamo che secondo le Scritture il volto di Dio è inaccessibile all’uomo: nessuno può vedere Dio e rimanere in vita. Questo esprime la trascendenza di Dio, l’infinita grandezza della sua gloria. Ma la gloria di Dio è tutta Amore, e dunque, pur rimanendo inaccessibile, come un Sole che non si può guardare, irradia la sua grazia su ogni creatura e, in modo speciale, sugli uomini e le donne, nei quali maggiormente si rispecchia.

«Quando venne la pienezza del tempo» (Gal 4,4), Dio si è rivelato nel volto di un uomo, Gesù, «nato da donna». E qui ritorniamo all’icona della festa odierna, da cui siamo partiti: l’icona della Santa Madre di Dio, che ci mostra il Figlio, Gesù Cristo, Salvatore del mondo. Lui è la Benedizione per ogni persona e per l’intera famiglia umana. Lui, Gesù, è sorgente di grazia, di misericordia e di pace.

Per questo il santo Papa Paolo VI ha voluto che il primo gennaio fosse la Giornata Mondiale della Pace; e oggi noi celebriamo la cinquantaduesima, che ha per tema: La buona politica è al servizio della pace. Non pensiamo che la politica sia riservata solo ai governanti: tutti siamo responsabili della vita della “città”, del bene comune; e anche la politica è buona nella misura in cui ognuno fa la sua parte al servizio della pace. Ci aiuti in questo impegno quotidiano la Santa Madre di Dio.

Vorrei che tutti la salutassimo adesso, dicendo per tre volte: “Santa Madre di Dio”. Insieme: “Santa Madre di Dio”, “Santa Madre di Dio”, “Santa Madre di Dio”.

Dopo l’Angelus

Cari fratelli e sorelle,

nel giorno di Natale ho rivolto a Roma e al mondo un messaggio di fraternità. Oggi lo rinnovo come augurio di pace e di prosperità. E preghiamo tutti i giorni per la pace.

Ringrazio il Signor Presidente della Repubblica Italiana per le espressioni augurali che mi ha indirizzato ieri sera. Il Signore benedica sempre il suo alto e prezioso servizio al popolo italiano.

I miei auguri cordiali vanno specialmente a voi, cari romani e pellegrini che oggi siete qui in Piazza San Pietro, tanto numerosi! Sembra una canonizzazione, questa! Saluto i partecipanti alla manifestazione “Pace in tutte le terre”, organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio. E qui voglio esprimere il mio apprezzamento e la mia vicinanza alle innumerevoli iniziative di preghiera e di impegno per la pace che in questa Giornata si svolgono in ogni parte del mondo, promosse dalle comunità ecclesiali; ricordo in particolare quella che ieri sera ha avuto luogo a Matera.

Per intercessione della Vergine Maria, il Signore ci conceda di essere artigiani di pace – e questo incomincia a casa, nella famiglia: artigiani di pace – ogni giorno del nuovo anno. E vi auguro, un’altra volta, un buon e santo anno. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci.

RITIRO SPIRITUALE GUIDATO DAL SANTO PADRE FRANCESCO IN OCCASIONE DEL GIUBILEO DEI SACERDOTI

  • Meditazioni del 2 giugno 2016 ESERCIZI PER I SACERDOTI 2016 IL RICETTACOLO DELLA MISERICORDIA IL BUON ODORE DI CRISTO E LA LUCE DELLA SUA MISERICORDIA