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Anno XVI numero 3/2018

Anno XVI numero 3/2018

…PERCHÉ
LA MIA GIOIA
SIA IN VOI
E LA VOSTRA GIOIA
SIA PIENA

Non prevalebunt

Editoriale di Barbara Braconi
La storia ci mostra che nella Chiesa, comunque, c’è sempre qualcuno da guardaree da seguire, anche quando l’attacco del Maligno si fa sentirecon forza. Mai come ora lo stesso Papa Francesco, con la fede, la serenità che lo contraddistinguono, parla esplicitamente del pericolo della divisione all’interno della Chiesa. Anche all’Angelus del 7 ottobre è tornato a ripetere la richiesta a tutti i cristiani di “pregare il Rosario ogni giorno nel mese di ottobre concludendo con l’antifona «Sotto la tua protezione» e la preghiera a San Michel arcangelo, per respingere gli attacchi del diavolo che vuole dividere la Chiesa”.

Nell’esperienza di un grande amore tutto diventa avvenimento nel suo ambito

Ognuno di noi, si ritrova a scrivere lettere o messaggi a Nicolino per il desiderio di consegnargli il proprio cuore e condividergli quanto sta imparando, il proprio sguardo e il proprio giudizio rispetto a un fatto vissuto o a un momento attraversato… sempre nella certezza di essere accolto dalla sua paternità, di essere portato nella sua preghiera e di essere sostenuto dal suo insegnamento e dalla sua testimonianza. Desideriamo condividere a tutti alcune di queste testimonianze per la bellezza e l’aiuto che possono portare al cammino di ciascuno.

Ciò che sentiamo come passione, urgenza, e responsabilità
Un contributo ai lavori del Sinodo sui Giovani

In occasione del Sinodi sui giovani, don Armando ha desiderato raggiungere il Presidente della CEI. Cardinal Gualtiero Bassetti, il Segretario Generale dei Vescovi, cardinale Lorenzo Baldisseri e il Sotto Segretario del Sinodo, mons. Fabio Fabene, con una lettera, per offrire un nostro contributo al lavoro e al dialogo dell’assemblea, assicurando al nostra preghiera. Pubblichiamo questa lettera come aiuto alla consapevolezza e alla responsabilità di ciascuno verso questo importante evento ecclesiale e le nuove generazioni.

Incontro… ai giovani

A cura di Francesca Bellucci
Papa Francesco a Roma con i giovani italiani: alcune testimonianze di chi tra noi ha partecipat

Più vivi, più umani: giovani santi
La storia di Carlo Acutis

di Daniela Urbinati
“Più vivi, più umani: giovani santi” è il titolo di una mostra che proporremo al 28° Convegno Fides Vita. Nata dalla provocazione del Sinodo sui giovani, questa mostra ci fa incontrare nove ragazzi, vissuti in periodi storici e condizioni molto diversi, uniti però dallo stesso amore a Cristo e dal riconoscimento che seguire Lui fa ritrovare più vivi, più umani. Ancora molto giovani, sono tutti testimoni di una maturità e di una pienezza di fede e di vita. Nella malattia o nelle persecuzioni subite da vari regimi, nello studio o nel lavoro, nel matrimonio o nel sacerdozio come in tutti i rapporti e le circostanze che hanno vissuto mostrano quel “di più” di umano, di intelligenza, di libertà, di operosità e passione che suscitano inevitabilmente l’attrattiva di chi li incontra. Desideriamo ora approfondire la storia di uno di loro: Carlo Acutis.

Avete sperimentato invano tanti prodigi?

di Nicolino Pompei
Brano di Nicolino Pompei tratto dall’intervento “Quello che poteva essere per me un guadagno…”

L’Avvenimento in piazza 2018
…Tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù

di Pierluigi Cosignani
Perché proprio a me Nicolino ha chiesto di testimoniare con la mia vita, con la mia storia cosa signifca che tutto ormai reputo una perdita, di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù? Forse perché, ad un certo punto non ho più potuto fare a meno di prendere sul serio il mio umano e quella tristezza… pena il disfacimento della mia vita e degli affetti più cari. (…). E nella fedele e paziente paternità di Nicolino e del nostro Cammino, attraverso la debole fessura di questo spiraglio che avevo lasciato aprire, si è resa evidente alla mia vita l’esperienza che ha portato San Paolo a quell’affermazione tratta dalla Lettera ai Filippesi che abbiamo messo a tema.

Dov’è tuo fratello?
Il dramma dell’immigrazione alla porta della nostra coscienza

di Paolo Vallorani
Il lavoro che ha portato alla realizzazione della mostra “Dov’è tuo fratello”, proposta in occasione del nostro 28° Convegno, è scaturito dalla volontà di guardare in faccia queste persone, e chiedersi: e io? E io? Da qui spingersi, recarsi da chi (Papa Francesco, Nicolino, gli amici della Compagnia) si riconosce autorevole per ciò che afferma e rende tangibile attraverso la sua carne segnata, che porta Chi è urgente, necessario, decisivo al bisogno del cuore e al desiderio di conoscere la verità, per non farsi ingabbiare e sopraffare dalle proprie immagini ridotte, dal sentimentalismo, dall’istinto, dal modo di valutare, misurare e vivere la realtà che se basato su se stesso è sempre e solo inconcludente, deludente, avvilente.

La musica popolare
Il cuore di un popolo

di Milena Crescenzi
Questa estate con alcuni amici, non professionisti ma appassionati di musica e di canto, abbiamo avuto l’occasione di addentrarci nella musica popolare alla scoperta delle meraviglie di questo patrimonio culturale. Il tutto è scaturito dalla provocazione proveniente dalle immagini che ci sono giunte dal Messico dopo il terribile terremoto del settembre 2017, quando squadre di operai e gente comune, al lavoro per recuperare i corpi intrappolati sotto le macerie, intonavano Cielito Lindo, un canto della tradizione popolare messicana. Un canto intonato spontaneamente nel mezzo dell’oscurità, nel mezzo della tragedia, della morte, del tremore: con le parole semplici come quelle di una flastrocca da bambino ma con la potenza di un popolo che canta, che afferma
un’appartenenza e che si rivolge come con una preghiera al Cielo

Si è padri solo se si è figli
Van Gogh e “padre Millet”

di Simona Cursale
Van Gogh diventerà il padre dell’arte moderna, le sue opere sono spesso intrise di un sentimento di profonda inquietudine in cui è possibile rintracciare il segno dei suoi tempi, di una cultura che si sta aprendo purtroppo ad accogliere la flosofa nichilista. Contemporaneamente c’è sempre un’ultima tenerezza che pervade le sue opere e questo tornare continuamente a “padre Millet” con una fgliolanza che non sarà mai messa in discussione traccia, sorprendendoci, la sua produzione più serena, in cui quello stesso irriducibile bisogno di pace, di amore e di salvezza trova espressioni tenere e struggenti

Vieni e vedi
Testionianze della vacanza estiva

È stata una vacanza che ha avuto interesse solo a “con-vertere” tutto di noi e della realtà, che ha tenuto dentro tutta la vita (fno al crollo del ponte di Genova o la morte di un caro amico accaduta proprio in quei giorni…) piuttosto che “di-vertere” da qualcosa da cui, comunque, non si può mai “staccare”, nonostante tutti i tentativi per riuscirci.

Tutto per la gloria di Cristo

Pubblichiamo il documento sull’esperienza di vita consacrata vissuta da alcune di noi,consegnato alla CEI su invito del vescovo di San Benedeto del Tronto, mons. Bresciani, in occasione di una raccolta di informazioni sugli ordini religiosi e le varie forme di vita consacrata presenti nella Chiesa italiana. Seppur in maniera molto sintetica, questo scrito porta il cuore del dono di questa esperienza.