“La violenza non risolve le tensioni”
Stavano andando a dire Messa in una chiesa di periferia, quando sono stati rapiti, sabato pomeriggio 13 ottobre intorno alle 16, padre Pius Afas, sacerdote siro-cattolico di Mosul di 60 anni, e padre Mazen Ishoa, di 35 anni, ordinato da pochi mesi sacerdote.
Di certo non si sa altro se non che ieri il Santo Padre ha lanciato un appello dopo la recita dell’Angelus:
“Continuano a giungere quotidianamente dall’Iraq gravi notizie di attentati e violenze, che scuotono la coscienza di quanti hanno a cuore il bene di quel Paese e la pace nella Regione. Tra queste, apprendo oggi la notizia del sequestro di due buoni sacerdoti dell’Arcidiocesi siro-cattolica di Mossul, minacciati di morte. Faccio appello ai rapitori perché rilascino prontamente i due religiosi e, nel ribadire ancora una volta che la violenza non risolve le tensioni, elevo al Signore un’accorata preghiera per la loro liberazione, per quanti soffrono violenza e per la pace”.
Ai microfoni di Radio Vaticana il Vescovo ausiliare di Baghdad dei Siri, monsignor Jean Benjamin Sleiman, ha denunciato che “la situazione dei cristiani in genere, cattolici e non cattolici, rimane sempre molto precaria ma anche pericolosa”. “Il cristianesimo in questa zona sta veramente scomparendo – ha sottolineato monsignor Sleiman -. La gente se ne va via: quello che succede a uno fa paura all’altro, e quindi preferiscono andarsene”, e “l’Iraq rischia di trasformarsi in una società invivibile, perché se fanno così con il «ramo verde» – che sono i cristiani, pacifici – cosa faranno con gli altri che non lo sono e dove i conflitti sono ancora più gravi e più violenti?”.
Ci uniamo all’accorata preghiera del Santo Padre per la liberazione dei due sacerdoti e per tutti coloro che in Iraq e in ogni parte del mondo sono perseguitati e soffrono violenza nel corpo e nell’anima.
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