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Da indù a cattolico: la conversione non è cambio di religione, ma svolta radicale del cuore

-AsiaNews - 25/04/14

“La mia conversione non è stata un cambio di religione, quanto piuttosto un cambio radicale del cuore” e le motivazioni risiedono nella convinzione di aver abbracciato “la vera, unica fede”. Perché “se il cristianesimo fosse una religione fra le tante”, allora “i miei sacrifici non avrebbero senso”; invece, sono stati “Verità e Amore” le forze che “mi hanno spinto ad accettare Cristo” come “mio Signore”. È quanto spiega Jason Jaysharmah, ufficiale di marina di origine indiana, un tempo fedele indù e proveniente da famiglia benestante, che in Malaysia ha deciso di convertirsi al cattolicesimo. Egli ha seguito il cammino di iniziazione cristiana degli adulti nella chiesa della Divina Misericordia di Shah Alam, capoluogo di Selangor, uno dei 13 Stati in cui è suddiviso il Paese asiatico. Il settimanale cattolico Herald Malaysia ne ha raccontato la storia, dal primo incontro – per amore – col cristianesimo, fino alla decisione di farsi battezzare.
Ufficiale di marina, Jason Jaysharmah si dichiara “fiero della mia identità di indiano” e spiega di essere “completamente in pace con la mia identità culturale indù”; la famiglia di origine non ha accolto con favore la decisione di abbracciare il cattolicesimo, una scelta “libera” e verso la quale “nessuno mi ha spinto o minacciato con la forza”. “I miei genitori non hanno mai davvero accettato la mia scelta – racconta – e in qualche modo si sentono feriti e come se li avessi respinti [… ma, in realtà] ora sono felice che rispettino la mia decisione”.
Egli proviene da una famiglia benestante e grazie alla professione dispone di una notevole fonte di reddito. E il primo incontro con la fede cristiana, afferma, è frutto dell’amore di una donna (cattolica, conosciuta nella città natale) e che sta per diventare sua moglie. Figlio maggiore di tre fratelli, fin da piccolo ha subito “il fascino della religione”, ma le spiegazioni ricevute dai genitori sulla religione indù “non mi hanno soddisfatto” e “mi scoprivo a desiderare qualcosa di più”.
Della fede cattolica egli parla come “una relazione con Dio attraverso Gesù Cristo, piuttosto che una religione” ed è per questo che descrive la conversione “non come un cambio di religione, quanto piuttosto come una svolta radicale del cuore”. Un incontro avvenuto due anni fa “quando ho visto per la prima volta la mia fidanzata, una cattolica devota della mia stessa città natale”. Le rispettive famiglie hanno acconsentito alle nozze, pur appartenendo i due futuri sposi a religioni diverse. Perché allora, spiega Jason, “non avevo alcuna idea di diventare cattolico”. Poi, col tempo, ha maturato la decisione approfondendo le scritture, il Vangelo e l’Antico testamento grazie alla donna.
Egli si è iscritto al cammino di iniziazione cristiana adulta, ma ha potuto partecipare solo alla lezione introduttiva a causa del lavoro in mare. Così, è stata la moglie a seguire il corso e a raccontarglielo nel corso di lunghe conversazioni telefoniche “mentre mi trovavo in mare aperto”. “È lei – aggiunge – il mio libro della fede”. Durante le traversate ha letto la Bibbia e guardato film sulla vita di Gesù, cercando di capire le ragioni per le quali in molti, come e prima di lui, hanno deciso di convertirsi al cattolicesimo. “Tuttavia, le mie ragioni erano ancora di carattere intellettuale” conclude l’uomo, che solo grazie al rapporto con la moglie e la sperimentazione personale e quotidiana della fede, ha capito “le vere ragioni” che lo hanno portato “ad accettare Cristo come mio Signore”.