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«Islam e gender, ecco le nuove persecuzioni»

di Andrea Lavelli - La nuova bussola quotidiana - 06/08/14

La cronaca degli ultimi mesi ha visto un’escalation impressionante della persecuzione contro i cristiani in vari Paesi del mondo. Monsignor Athanasius Schneider, dal 2011 vescovo ausiliare di Astana, capitale del Kazakhstan, è uno di quei sacerdoti che ha vissuto la persecuzione contro i cristiani sulla pelle quando da piccolo viveva nella difficile situazione di una famiglia cattolica all’interno dell’Unione Sovietica. A margine di un convegno organizzato a Cracovia, monsignor Schneider ha commentato per “La Nuova Bussola quotidiana” i recenti fatti di persecuzione anticristiana, paragonandoli al “martirio silenzioso” di quei cristiani che nei Paesi occidentali vengono derisi perché difendono la propria fede. Monsignor Schneider non ha dubbi: questa è l’ora dei laici.

Eccellenza, in cosa si differenzia la persecuzione nel mondo sovietico da quella nel mondo islamico di oggi?

«Il comunismo perseguitava tutte le religioni perché era un sistema di ateismo statale che aveva come obiettivo quello di creare una società atea. Nonostante questo era la religione cattolica quella più perseguitata perché noi cattolici siamo compatti in un’unità universale grazie alla nostra unione col Papa. Oggi la persecuzione dei cristiani operata dai terroristi fondamentalisti islamici è un’altra, perché è una persecuzione contro Cristo: vogliono distruggere Cristo nei cristiani che nei Paesi dove domina l’Islam estremista e terrorista devono scegliere tra rimanere fedeli a Cristo o rinnegarlo; proprio come nei primi secoli durante le persecuzioni romane. Ma c’è un’altra persecuzione, quella vissuta dai cristiani in Occidente. Si tratta di una persecuzione non violenta, ma più sofisticata che consiste nel gettare il ridicolo su quei cristiani (sacerdoti, vescovi, laici) che difendono ancora la legge divina. In Occidente la persecuzione non va direttamente contro Dio o Cristo, ma mira a distruggere realmente il concetto di Dio stesso o a sostituire il concetto di Dio con un altro dio che è l’uomo: porre l’uomo al posto di Dio. Questo è l’aspetto più pericoloso e quasi satanico perché Satana si voleva porre al posto di Dio e adesso istiga l’umanità a muovere Dio dal suo trono di creatore per mettervi sopra l’uomo stesso. Così l’uomo vuole essere considerato creatore e comincia a cambiare persino la legge naturale e la creazione come vediamo ultimamente con la teoria del gender».

E proprio la teoria del gender sta penetrando in tutti gli aspetti della società seguendo un percorso che sembra quasi inarrestabile.

«È evidente che quella dell’avanzata del gender è una strategia mondiale che osserviamo in tutti i Paesi, con le sole eccezioni di quello musulmani e di qualche Paese orientale: si vuole sostituire il creatore e distruggere la sua opera più bella, cioè l’uomo creato a immagine di Dio. “Maschio e femmina li creò”: il gender invece vuole distruggere la radice della immagine naturale dell’uomo. I nemici di Cristo vogliono distruggere la base stessa della grazia, che è la natura, e creare un nuovo tipo di uomo né maschio né femmina: in sé è una ribellione contro Dio. È vero, quella dell’ideologia del gender sembra un’avanzata inarrestabile, ma noi sappiamo che Cristo è Signore della storia e che le potenze nemiche che adesso sembrano trionfare con l’ideologia del gender sono in fondo fragili perché Cristo è più forte. Dobbiamo avere fiducia nella Provvidenza divina che è onnipotente e interverrà. È già successo nella storia dell’umanità: quando si arriva al vertice di un degrado morale della società, essa poi crolla e succederà anche con questa perversione della creazione stessa: non ha una consistenza, è un trionfo passeggero».

Qual è il ruolo dei laici e in questa battaglia?

«Uno dei contributi fondamentali e più originali del Concilio Vaticano II e che oggi sembra stia cadendo nell’oblio è quello che definisce il contributo dei laici nella vita della società e della Chiesa. Occorre ritornare alla visione che il Concilio ci ha dato dei laici, i quali devono essere testimoni coraggiosi della loro fede in modo integrale: vivere in pienezza i comandamenti e difenderli. I laici sono chiamati a difendere queste verità divine. Tutti: laici, sacerdoti e vescovi siamo uniti in una famiglia e dobbiamo aiutarci gli uni gli altri».

Ma come si fa quando capita che anche alcuni pastori della Chiesa non abbiano il coraggio di difendere la legge divina o, peggio, iniziano a collaborare con i suoi nemici?

«Il nostro Santo Padre Francesco, a margine di un Angelus, ha detto che i laici devono importunare i vescovi e chiedere loro il cibo spirituale e la dottrina. Sono parole molto utili quelle del Papa, parole da prendere sul serio: i fedeli devono importunare con riverenza i vescovi e chiedere loro la dottrina pura e integrale. Vediamo, infatti, alcuni casi di pastori che non fanno questo o addirittura cominciano a collaborare con lo spirito del mondo o con i potenti del mondo, cioè mass media e l’opinione pubblica anticristiana. Come è possibile per un sacerdote accettare qualche elemento di questa teoria del gender che è completamente anticristiana e antidivina?».

Cosa possono fare allora i laici?

«Anche nelle persecuzioni romane c’erano alcuni, anche se non molti, tra chierici e persino vescovi che hanno collaborato con l’Impero, accettando di bruciare incenso in onore dell’imperatore. Dall’altra parte invece abbiamo splendide figure di laici, persino bambini e fanciulle, che hanno avuto il coraggio di dare la loro vita pur di non mettere un solo piccolo granello di incenso nel braciere. Certamente ci furono molti martiri anche tra sacerdoti e vescovi, ma quella era l’ora dei laici e penso che lo sia anche oggi. Se oggi qualche vescovo brucia l’incenso di fronte all’ideologia del gender (e purtroppo succede) voi laici dovete dare la vostra testimonianza chiara, con il rischio di poter essere ridicolizzati, calunniati e marginalizzati: è un onore subire questo per Cristo! Certamente non dovete accusare i vostri vescovi perché questo non è vostro compito, ma del Papa e poi della storia e alla fine di Dio. Dovete invece pregare per loro perché sono vostri padri nella fede: pregate perché abbiano coraggio e si convertano, scrivetegli con reverenza filiale di essere più coraggiosi e di difendere la legge divina».

Sono diversi i segni che mostrano che in Italia e in Europa i laici stiano cominciando a prendere consapevolezza e a reagire. Pensiamo ad esempio ai casi delle Sentinelle in Piedi e de La Manif pour Tous…

«Per me si tratta di segni dello Spirito Santo. Lo ripeto, questa è l’ora dei laici! Penso che dobbiamo sempre più incoraggiare questi gruppi a fare proteste pacifiche, senza polemica, perché si tratta di diritti universali dell’uomo. Fate questo secondo l’adagio di San Paolo “agendo secondo verità nella carità”, perché con la scusa della carità non si lasci da parte la verità. Non dobbiamo fare come chi dorme, ma dobbiamo essere svegli. Il nome stesso “Sentinelle” è bello, dà l’idea di chi è sveglio e vigila».