HOME > Rassegna Stampa > «Non vogliamo più sentire il nome di Gesù Cristo»

«Non vogliamo più sentire il nome di Gesù Cristo»

di Leone Grotti - Tempi - 05/06/14

«Non vogliamo più sentire il nome di Gesù Cristo» in Nigeria. Questa frase gridata da un membro di Boko Haram a gennaio, secondo Portes Ouvertes, durante uno dei molteplici attacchi che hanno sconvolto il nord del paese nell’ultimo anno, riassume perfettamente l’ideologia mortale che ha guidato gli islamisti nelle stragi di questa settimana.
Secondo l’Independent in totale i terroristi hanno ucciso almeno 200 persone, in maggioranza cristiani, negli attacchi di domenica e martedì ai villaggi di Attagara, Agapalwa e Aganjara nel nord della Nigeria. Domenica scorsa Boko Haram ha attaccato la chiesa di Attagara durante la Messa uccidendo circa 20 persone. Il giorno dopo, per vendetta, alcuni giovani del villaggio hanno cercato e ucciso una trentina di miliziani islamisti. Questi sono allora tornati nel villaggio e in quelli vicini per rappresaglia massacrando al grido di «Allahu Akbar» almeno 200 persone.
«UCCISI UNO A UNO». Come dichiarato alla Bbc da Peter Biye, parlamentare di Gwoza, distretto amministrativo dell’area dove sono avvenuti gli attacchi, martedì «i membri di Boko Haram sono arrivati nel villaggio di Attagara su 200 o 300 motociclette. Hanno riunito i membri del villaggio davanti alla chiesa. Erano travestiti da soldati e li hanno ingannati, affermando che erano lì per proteggerli e salvarli. Poi all’improvviso hanno aperto il fuoco e li hanno uccisi tutti, uno a uno, raggiungendo anche quelli che si erano rifugiati nella boscaglia».
«QUESTO SANGUE VI GIUDICHERÀ». Una donna del villaggio è riuscita a scappare con uno dei suoi figli, l’altro è stato sgozzato dai terroristi, e ha raccontato a Voice of the persecuted alcuni episodi del massacro. «Un anziano prima di essere trafitto e decapitato, ha detto loro: “Se non vi pentite dell’uccisione di tanti cristiani innocenti che credono in Gesù, il loro sangue vi giudicherà”». Un altro testimone riuscito a scappare ha dichiarato: «Com’è possibile che siano riusciti a passare dai check-point dei militari senza essere fermati o arrestati? C’è una base militare vicina al nostro villaggio, nessuno è venuto ad aiutarci. Eppure l’attacco è durato sei ore».
BANDIERE DI BOKO HARAM. Secondo Biye, in realtà, «fino a qualche mese fa quell’area era protetta dai militari, ma sono stati tutti trasferiti. Non so perché. Quei villaggi erano totalmente sguarniti e alla mercé dei terroristi». Tutte le case e la chiese del villaggio e di quelli vicini sono andate distrutte. Oggi non rimane più niente, tranne una cosa, come dichiarato ancora da Biye: «I terroristi di Boko Haram hanno piantato sul terreno dei villaggi la loro bandiera».