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«Suore uccise siano seme di pace»

- Avvenire - 08/09/14

Dolore e sgomento in tutto il mondo religioso per l’uccisone di tre missionarie in Burundi, assalite nella loro parroccchia a Kamenge (Bujumbura). Sono morte in Burundi, nel cuore di quell’Africa a cui avevano dedicato la vita da missionarie per aiutare gli ultimi nel nome del Vangelo. Due missionarie saveriane italiane, suor Lucia Pulici e suor Olga Raschietti, di 75 e 83 anni, sono state uccise nelle scorse ore nella località di Kamenge, in quello che appare essere stato un tentativo di rapina, forse di un balordo, finito nel sangue.  Suor Bernadetta Boggian, 79 anni, anch’essa saveriana, è stata uccisa successivamente, dopo l’omicidio delle prime due.
Le tre sorelle vivevano nel quartiere più disagiato di Bujumbura, luogo di violenti scontri tra etnie Hutu e Tutsi. Insieme con i missionari saveriani promuovevano la conciliazione fra etnie, aprendo laboratori di formazione lavoro per i giovani e le donne del posto. Suor Bernardetta Boggian sarebbe stata decapitata. Lo ha detto all’agenzia France Presse il vice direttore generale della polizia burundese, Godefroid Bizimana, aggiungendo che “tutte e tre sono state violentate”.
La testimonianza. “Un episodio del tutto inaspettato, un enorme dolore…”: così padre Mario Pulcini, superiore dei missionari saveriani in Burundi, riferisce all’agenzia Misna delle tre religiose saveriane italiane uccise nell’arco delle ultime ore nella nella zona nord della capitale Bujumbura. La prime due sono state ritrovate uccise ieri nel pomeriggio. La terza questa notte. “Verso le 16.00 di ieri la sorella Bernadetta è venuta nel mio ufficio chiedendo notizie delle sorelle Lucia e Olga che erano rimaste a casa mentre lei e la sorella Mercedes si erano recate all’aeroporto per accogliere le altre sorelle di ritorno in Burundi dal loro capitolo generale a Parma. C’era apprensione soprattutto perché dall’interno della casa non c’erano segnali di vita, tutto era chiuso e con le tende tirate” racconta padre Pulcini. Dopo alcune ricerche è stata proprio suor Bernadetta a trovare una porta di servizio laterale alla loro casa aperta e, una volta entrata con altre consorelle, i corpi senza vita di Olga e Lucia. Sono state quindi allertate le autorità civili, militari e giudiziarie e religiose; si è proceduto ai primi accertamenti e sono iniziati gli interrogatori, soprattutto al personale di casa. Nonostante l’accaduto, le religiose della missione hanno deciso di restare a dormire nella loro casa. “Poi questa notte – dice ancora padre Pulcini – le sorelle sono tornate a chiamarmi, temevano che l’aggressore fosse in casa. Quando siamo riusciti ad entrare abbiamo trovato anche suor Bernadetta, senza vita”. L’aggressore – o uno degli aggressori –  dunque, era forse rimasto in casa.
Papa Francesco: loro sangue diventi seme di fraternità. In un telegramma inviato a suo nome dal segretario di Stato, Pietro Parolin alla superiora generale delle missionarie saveriane, suor Ines Frizza, papa Francesco inoltre assicura “la sua viva partecipazione al profondo dolore” delle saveriane per l’uccisione, nel convento di Kamenge in Burundi, di suor Lucia Pulici e suor Olga Raschietti. Papa Francesco poi prega per queste “generose testimoni del Vangelo” e invia la propria benedizione ai famigliari, alle consorelle e a tutti coloro che piangono la scomparsa delle due suore italiane.  Il Papa, “profondamente colpito dalla tragica morte” delle suore, auspica che “il sangue versato diventi seme di speranza per costruire l’autentica fraternità tra i popoli”.
L’aggressore.Le religiose  sono state uccise da un giovane che poi è fuggito, secondo fonti amministrative e di polizia. Il sindaco di Kamenge, Damien Baseka ha riferito che “le anziane religiose italiane sono state uccise selvaggiamente”. “Il sospetto è un giovane che poi è stato visto fuggire dal luogo verso le 17 (di ieri)”, ha precisato Baseka.
Un responsabile della polizia ha spiegato che “l’assassino ha sgozzato le due religiose, suor Lucia, 75 anni, e suor Olga, 83 anni, prima di accanirsi su una di loro a colpi di pietra sul viso”. Secondo la polizia locale, le missionarie non sono state uccise nel corso di un tentativo di furto, come sostenuto dalla diocesi di Parma, poichè “secondo le prime ricostruzioni l’assassino non ha portato via nulla, neppure il denaro che era sul posto (…). Siamo sulle tracce dell’uomo che è stato identificato”.

«Siamo sconvolte e molto meravigliate. La popolazione locale è sconvolta come noi, e la missione è piena di gente che va ad esprimere la loro solidarietà alle religiose” ha raccontato all’Agenzia Fides suor Giordana Bertacchini,  direttrice generale delle Missionarie saveriane di Parma. Suor Giordana descrive così le tre suore uccise: “Erano tre missionarie anziane con grandi problemi di salute che erano appena tornate in Burundi perché desideravano tornare dalla loro gente”. Stasera alle 20,30 nella casa madre di Parma verrà recitato il Rosario per le tre religiose.
A diffondere la prima notizia é stata la diocesi di Parma, di appartenenza delle religiose, attraverso il suo sito internet. “Ancora oscure”, si legge sul sito, le circostanze esatte e la dinamica dell’accaduto. Anche se, in base alle prime informazioni raccolte dalle fonti ecclesiastiche, “sembra che il duplice omicidio sia il tragico esito di una rapina da parte di una persona squilibrata”. Immediata poi la conferma della Farnesina, accompagna da un messaggio di cordoglio del ministro Federica Mogherini, futuro alto rappresentante dell’Ue per la politica estera. Mentre il vescovo di Parma, monsignor Enrico Solmi, ha affiancato alle condoglianze un invito alla preghiera.
“A nome di tutta la Chiesa di Parma – si legge ancora sul sito ufficiale della diocesi della città emiliana – il vescovo ha espresso la vicinanza e il cordoglio alla Congregazione delle Missionarie Saveriane e ai familiari delle due sorelle affidandole, nella preghiera, al Signore della Vita”. Invitando “i cristiani di Parma alla preghiera”, monsignor Solmi ha poi rivolto agli uomini e alle donne di buona volontà un appello “al raccoglimento e all’omaggio verso persone umili, forti, che erano votate al bene di tutti”. L’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, ha concluso la messa di inizio anno pastorale ricordando una delle tre religiose, suor Lucia Pulici, originaria di Desio e ha espresso «la vicinanza ai nostro fratelli» cristiani in tutto il mondo.
Dolore e sgomento anche nella diocesi di Padova: suor Bernadetta Boggian, era nativa di Ospedaletto Euganeo proprio della diocesi di Padova.
Il ministro degli Esteri Federica Mogherini, in una nota diffusa in nottata, prima dell’uccisione della terza religiosa, ha sottolineato che “l’uccisione di suor Lucia Pulici e suor Olga Raschietti nel loro convento di Kamenge è un grande dolore”. “A nome mio e del governo – ha aggiunto – vorrei porgere le più sentite condoglianze alle famiglie e all’ordine delle Missionarie di Maria Saveriane”. “Ancora una volta – ha osservato il ministro italiano – assistiamo al sacrificio di chi, con dedizione totale, ha passato la propria vita ad alleviare le troppe sofferenze che ancora esistono nel continente africano”. Un sacrificio sul quale il governo s’impegna ora a chiedere chiarezza da parte del Burundi: paese al centro di molti dei conflitti che negli ultimi decenni hanno insanguinato in particolare la regione dell’Africa dei grandi laghi, a cominciare dal vicino Ruanda. “Attendiamo ora che le autorità del Burundi chiariscano quanto accaduto”, ha scritto ancora Federica Mogherini, concludendo: “Ci adopereremo per riportare in Italia quanto prima le salme delle due religiose”