HOME > Rassegna Stampa > Ulf Ekman, una conversione che scuote la Svezia

Ulf Ekman, una conversione che scuote la Svezia

di Marco Respinti di Marco Respinti - 21/03/14

Il coma del protestantesimo svedese è profondo, ma non produce solo il rifiuto totale della fede. Se infatti la Svenska Kyrkan, la Chiesa luterana di Svezia nata nel 1652, oggi fa acqua da mille buchi dottrinali, morali, pastorali, non sono pochi i veri credenti che lasciano la palude protestante per ingrossare le fila dell’attiva e combattiva minoranza cattolica (solo l’1,5%) del Paese. Poche settimane fa si è diffusa la notizia piuttosto sensazionale della conversione al cattolicesimo del pastore luterano Lars Eklebad, ora tocca al pastore pentecostale Ulf Ekman farsi cattolico, e la notizia à ancora più clamorosa.
In Svezia, infatti, Ekman è un nome popolarissimo. Nato nel 1950 a Gothenburg e comunista tesserato in gioventù, studente di Etnografia, Storia e Teologia all’Università di Uppsala, ordinato nel 1979 ministro di culto nella Chiesa di Svezia, trent’anni fa, nel 1983, ha fondato a Uppsala una comunità protestante pentecostale, Livets Ord (Parola di vita), piuttosto rinomata benché i pentecostali siano anch’essi solo una minoranza nel mare magnum del protestantesimo, oramai in gran parte solo nominale, di Svezia. Pur appartenendo dunque a una minoranza, Ekman si è ampiamente distinto per fede e fervore diventando, secondo Stefan Gustavsson, Segretario generale dell’Alleanza Evangelica Svedese, «il leader carismatico più dinamico e influente che la Svezia abbia conosciuto nell’ultimo mezzo secolo», e per di più notissimo pure all’estero. La sua Livets Ord ‒ di cui nel 2002 ha lasciato la guida ad altri onde concentrarsi sul lavoro internazionale ‒ conta 3mila fedeli devotissimi, 12 pastori, una scuola frequentata da un migliaio di alunni, diversi missionari attivi specialmente in Russia, Kazakistan e altre regioni ex sovietiche, nonché una ONG caritativa che aiuta i bimbi dell’India. Ha inoltre dato vita alla più grande scuola di studi biblici dell’intera Penisola scandinava, i suoi libri sono tradotti in 60 lingue e il suo programma televisivo di spiritualità è seguito in mezzo mondo. Che dunque a un certo punto Ekman lasci tutto per farsi battezzare nella Chiesa Cattolica è, dicono acuti osservatori del mondo scandinavo, un vero e proprio terremoto. E soprattutto per il modo in cui la cosa è avvenuta.
Ekman ha infatti annunciato l’intenzione, sua e di sua moglie Birgitta, di diventare cattolico il 3 marzo, di domenica, mentre presiedeva il culto della sua congregazione pentecostale sostituendo con questa notizia il sermone ai suoi fedeli. E lo ha fatto dicendo che sua moglie e lui hanno visto nella Chiesa Cattolica «un grande amore per Gesù e una teologia sana, fondata sulla Bibbia e sui dogmi classici», hanno sperimentato «la ricchezza della vita sacramentale», hanno constatato la logicità del mantenere «una solida struttura sacerdotale che conserva la fede della Chiesa e che la trasmette alle generazioni successive» e hanno incontrato «la forza etica e morale, una coerenza che è capace di confrontarsi con la mentalità del mondo, e una cura amorevole verso i poveri e i più deboli». Débâcle totale, insomma, di Martin Lutero e di tutto ciò che nei secoli da lui è nato, ricusato punto su punto e rifiutato per insipienza da uno dei suoi massimi e più convinti seguaci. «E, da ultimo ma non ultimo», questo il “colpo” finale di Ekman ai suoi fedeli, «siamo entrati in contatto con i rappresentanti di milioni di cattolici carismatici toccandone con mano la fede viva»: come dire che i cattolici non protestantizzati sanno anche “fare i protestanti” meglio dei protestanti veri…
Il riferimento dell’ex pastore protestante è peraltro di quelli forti. Ekman dice infatti che la conferma finale della bontà della sua a lungo meditata intenzione di farsi cattolico l’ha ricevuta dalla bocca di un pastore protestante appena ritornato dalla Charismatic Evangelical Leadership Conference svoltasi in febbraio in Texas sotto gli auspici di Kenneth Copeland, un famoso leader del movimento pentecostale Word of Faith, vale a dire la medesima corrente cui appartiene la Livets Ord di Ekman. Durante quel simposio, infatti, Papa Francesco ha inviato un video “fatto in casa”, ma evidentemente assai efficace, in cui ha invocato la nostalgia dell’unità dei cristiani, definendola un miracolo. Per Ekman è stato il segnale: «Il credere nell’unità dei cristiani», dice, «ha delle conseguenze pratiche».
E pensare che quando, nel 1989, il beato Giovanni Paolo II si recò in visita in Svezia, Ekman fu uno dei suoi più virulenti contestatori. Oggi invece che è, assieme alla moglie, un semplice fedele della parrocchia di Sankt Lars a Uppsala promuove il Catechismo della Chiesa Cattolica definendolo il miglior libro mai letto e crede fermamente nella «necessità di un’autorità definitiva», di una Papa il cui Magistero confermi nella fede i credenti, liberandoli dalla Babele delle interpretazioni.