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“Sono io, non abbiate paura”

In questo tempo, così acutamente segnato dal dolore a causa dell’emergenza Covid19, condividiamo INTERVENTI, TESTIMONIANZE e momenti di PREGHIERA che segnano il nostro cammino attraverso varie modalità e in un momento in cui non è possibile incontrarci fisicamente.

AFFIDAMENTO             ECO

VIA CRUCIS                    RASSEGNA STAMPA

CHIESA                             NEL FRAMMENTO

 

“Sono io, non abbiate paura”: è l’affermazione più attesa dal cuore di un uomo che vive l’esperienza drammatica della realtà. È ciò che abbiamo sempre bisogno di incontrare e di ascoltare in ogni istante della nostra vita. Abbiamo bisogno di sentirla presente e viva in ogni momento, in ogni ora del nostro procedere esistenziale. Sentirla presente e viva dentro quelle circostanze drammatiche in cui la nostra vita si imbatte e che sono molto spesso più gravi della realtà di una barca in balia delle onde. Dove verifichiamo l’inutilità e l’inadeguatezza di tutti i nostri tentativi o delle nostre presunte capacità, come emerge evidente nell’esperienza di quel remare inutile ed inefficace degli apostoli.
“Sono io, non temete”. Ecco quello che abbiamo bisogno di incontrare, di sentire e di vedere, come un bambino perso, smarrito e pieno di paura ha bisogno di sentire la voce della mamma e poi di vedere la sua presenza che gli viene incontro per stringerlo forte a sé. Non cambiano le circostanze, non diminuisce il dramma, non si placa la furia delle onde che si abbattono sulla vita. Ma il nostro cuore sente di essere dentro una presa e un abbraccio più forte dei flutti e dei venti contrari, che lo rendono certo e capace di poter camminare e affrontare tutto.
È semplicemente l’esperienza di come Gesù è sempre presente e non ci abbandona mai. Non ci lascia mai soli, in balia dei flutti impetuosi e dei nostri fallimentari tentativi personali. Tentativi che mostrano sempre, non solo la loro incapacità, ma anche di aggravare ulteriormente il nostro stato di paura e di angoscia. È sempre presente e, se lo lasciamo entrare, si mostra sempre più forte di tutto quello che incombe su di noi. Quell’esperienza di buio e di tenebre, quel profondo stato di paura e di angoscia che così spesso ci assedia dappertutto, quella paura di non farcela, di cadere, di affogare, quella paura di affrontare la vita per quella che è, di rapportarsi con la realtà per quella che è, solo nella presenza e nella compagnia di Gesù che cammina con noi, trovano la loro unica e reale capacità di affronto e di vittoria. Dal di dentro di ogni momento della nostra vita, anche il più drammatico, possiamo incontrare e ascoltare la presenza di Gesù che ci dice ciò che è impossibile che qualcun altro possa dirci: sono io, non temere, io ho vinto tutto quello che ti vince, non avere più paura. Solo tu, o Gesù, puoi dire alla nostra vita non avere più paura, perché solo tu sei Dio, solo tu sei la resurrezione e la vita e quindi la vittoria su tutto ciò che ci vince, su tutto ciò da cui la nostra vita, senza di te, sarebbe definitivamente soggiogata e vinta.

Nicolino Pompei, “Non ci ardeva forse il uore nel petto…”

(da Nel Frammento anno XIII numero 2/2015)