“Per superare la crisi economica e sociale che stiamo vivendo, sappiamo che occorre uno sforzo libero e responsabile da parte di tutti; è necessario cioè superare gli interessi particolaristici e di settore così da affrontare insieme ed uniti le difficoltà che investono ogni ambito della società in modo speciale il mondo del lavoro. L’auspicio è quindi che dall’attuale crisi mondiale scaturisca la volontà comune di dar vita a una nuova cultura della solidarietà e della partecipazione responsabile, condizioni indispensabili per costruire insieme l’avvenire del nostro pianeta.” (Benedetto XVI)
Il video dell’incontro con Luigi Amicone del 15 dicembre 2011
“Nel cuore dell’estate si è esplicitato un contrasto stridente tra ciò che avveniva per le vie di Madrid e certe turbolenze in atto nel mondo”. Così ha scritto il Card. Bagnasco riferendosi da un lato alla ultima GMG vissuta insieme al Papa Benedetto XVI e a cui hanno partecipato due milioni di giovani, i cosiddetti Papa boys, provenienti da 193 Paesi, e dall’altro alle manifestazioni sfociate in violenza e in vere scene di guerriglia urbana che invece hanno interessato diversi Paesi europei per mano sempre di ragazzi e giovani.
“Approfitto volentieri di questa occasione per annunciare che ho deciso di indire uno speciale Anno della Fede, che avrà inizio l’11 ottobre 2012 – 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II – e si concluderà il 24 novembre 2013, Solennità di Cristo Re dell’universo. (…) Ritengo che (…) sia opportuno richiamare la bellezza e la centralità della fede, l’esigenza di rafforzarla e approfondirla a livello personale e comunitario, e farlo in prospettiva non tanto celebrativa, ma piuttosto missionaria, nella prospettiva, appunto, della missione ad gentes e della nuova evangelizzazione”. (Benedetto XVI)
Nell’eco del dialogo che ha segnato le Vacanze estive, riprendiamo un tratto degli incontri dei primi discepoli con Gesù dall’intervento di Nicolino al nostro XVIII Convegno, perché ognuno di noi possa essere sostenuto a ritrovarsi, ora e sempre, nella contemporaneità di quello sguardo, di quel cuore, di quell’esperienza umana eccezionale che in Giovanni e Andrea ha avuto il suo inizio.
“Come potremmo vivere senza di Lui?” – rifletteva Benedetto XVI al termine della sua omelia all’ultimo Congresso eucaristico nazionale di Bari, facendo proprie le parole di sant’Ignazio di Antiochia, in cui riecheggiava il tema stesso di quell’anno: “Sine dominico non possumus (Senza la domenica, senza l’Eucarestia, non possiamo vivere)”. Sulla stessa evidente ed ineludibile necessità ci ritroveremo nel XXV Congresso eucaristico italiano, che si svolgerà ad Ancona dal 3 all’11 settembre 2011. Il tema scelto per questa edizione è la risposta data da Pietro a Gesù quando chiede agli apostoli se vogliono andarsene anche loro come la folla scandalizzata e delusa dal suo annuncio dell’Eucarestia: “Signore, da chi andremo?”.
È sempre necessario approfondire il giudizio della piena corrispondenza ritrovata nel momento dell’incontro con Gesù e continuamente sperimentata nel rapporto con Lui. Riprendiamo questo brano della relazione di Nicolino al nostro XVII Convegno, perché ci conduca a verificare in noi l’esperienza di quella Presenza che investe e colpisce il cuore, facendolo emergere nel suo battito originale e nella sua attesa infinita. È proprio la caratteristica dell’incontentabilità, mai fino in fondo manipolabile, che rende il cuore oggettivo nel giudicare corrispondente alla sua natura solo la Presenza del Mistero che lo ha fatto per Sé. Accogliamo la testimonianza della Samaritana – insieme a quella di san Paolo, che ha particolarmente segnato il nostro cammino di quest’anno – come un’ulteriore occasione, piena di una Grazia tenerissima, perché il nostro rapporto con Cristo sia nella medesima esperienza di attrattiva e profondità del nostro essere.










