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Meditazioni 21 luglio 2014

Quando si vive nell’amorevole e radicata certezza che da noi non possiamo fare nulla, diventa facile lasciarsi afferrare e prendere in braccio, come vediamo nell’esperienza di un bambino piccolo piccolo, che non può ancora camminare: può essere soltanto preso in braccio ed essere portato. Per questo, adesso, vi chiedo di vivere un attimo di silenzio, per lasciare spazio all’avvenimento di questo incontro, perché si radichi profondamente in noi, diventi il nostro essere, il nostro stesso io. Per lasciare spazio alla presenza del Signore perché possa afferrarci, attaccarci a lui e riversarci tutto il suo amore. Tutto il nostro cuore possa ora ritrovarsi spalancato e mendicante, come quello di un bambino che attende la presenza della mamma (Nicolino Pompei, Senza di me non potete fare nulla).

Ringraziamo il Signore per il dono dell’Avvenimento in piazza che abbiamo appena vissuto ad Ancona, e preghiamo perché la Grazia di questo evento possa trovare spazio in noi e continuare ad operare in ciascuno di noi e in tutte le persone che sono passate. Affidiamo a Maria Santissima Alessandra, Filippo e tutte le persone malate; preghiamo per Doris, per Giuseppe Ricci, per Giuseppe Liberati, per Luigi Mecozzi e per Joseph di cui in questi giorni ricorrono gli anniversari della morte. Preghiamo per i cristiani che a Mossul (in Iraq) e in Medio Oriente sono perseguitati e costretti a fuggire abbandonando tutto; preghiamo per la pace in Ucraina, in Terra Santa e nel mondo intero. Affidiamo alla Madonna ciascuno di noi, Nicolino e tutte le intenzioni che porta nel suo cuore.

O Dio, vieni a salvarmi!
Signore, vieni presto in mio aiuto!
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo
Come era nel principio è ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen

…Invocazione allo Spirito Santo

Nel primo mistero della gloria contempliamo la resurrezione di Gesù
Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Magdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L’angelo disse alle donne: “Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: «È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete». Ecco, io ve l’ho detto”. Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli (Mt 28,1-10).

Nel secondo mistero della gloria contempliamo l’ascensione di Gesù al cielo
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: “Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siete rivestiti di potenza dall’alto”. Poi li condusse fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio (Lc 24, 46-53).

Nel terzo mistero della gloria contempliamo la discesa dello Spirito Santo
Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi (At 2,1-4).

Nel quarto mistero della gloria contempliamo l’assunzione in cielo di Maria
L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia

Nel quinto mistero della gloria contempliamo l’incoronazione di Maria
Si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza. Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle (Ap 11,19a.12,1-10).