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Meditazioni 28 luglio 2014

La presenza di Gesù è così inseparabile da noi, è così indomabile e definitiva da permettere a ciascuno, in qualsiasi momento, di poter essere profondamente risvegliato e di potersi riattaccare in un attimo alla sua presenza vitale. Sì, l’infinita misericordia di Dio non permette mai, nella vita di coloro che sono chiamati al suo amore, che accada qualcosa se non per una rinnovata coscienza di se stessi, per essere risvegliati all’esigenza più profonda dell’umano, per un cammino di maturazione e di radicamento nella fede (Nicolino Pompei, Senza di me non potete fare nulla).

Chiediamo per ciascuno di noi la disponibilità a lasciarci profondamente risvegliare all’esigenza più profonda del nostro umano e chiediamo la disponibilità a seguire tutte le occasioni che in una giornata il Signore ci dona per richiamarci a Sé e per poterci riattaccare in un attimo alla sua presenza vitale.
Preghiamo per la nostra carissima Alessandra, per Gino, per Mirko e per tutte le persone malate. Preghiamo per Guido, di cui oggi ricordiamo il secondo anniversario della morte.
Preghiamo per Papa Francesco e in comunione con lui preghiamo per la pace nelle aree attualmente in grave crisi: quella mediorentale, quella irakena e quella ucraina.
Chiediamo a Maria Santissima di intercedere per queste nostre preghiere e a Lei affidiamo ciascuno di noi, Nicolino e tutte le intenzioni che porta nel suo cuore.

O Dio, vieni a salvarmi!
Signore, vieni presto in mio aiuto!
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo
Come era nel principio è ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen
…Invocazione allo Spirito Santo

Nel primo mistero della gioia contempliamo l’annuncio dell’Angelo a Maria
Venite da molti Paesi diversi, da tradizioni culturali ed esperienze differenti. Eppure, sentiamo di avere tra di noi tante cose in comune. Soprattutto ne abbiamo una: il desiderio di Dio. Questo desiderio è evocato dalle parole del Salmista: “Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio. L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?” (Sal 42,2-3). Quanto è importante mantenere vivo questo desiderio, questo anelito ad incontrare il Signore e fare esperienza di Lui, fare esperienza del suo amore, fare esperienza della sua misericordia! Se viene a mancare la sete del Dio vivente, la fede rischia di diventare abitudinaria, rischia di spegnersi, come un fuoco che non viene ravvivato. Rischia di diventare “rancida”, senza senso (Papa Francesco, Omelia ai catecumeni del 23.11.13).

Nel secondo mistero della gioia contempliamo la visita di Maria alla cugina Elisabetta
Dio non ci ha creato per essere soli, chiusi in noi stessi, ma per poter incontrare Lui e per aprirci all’incontro con gli altri. Dio per primo viene verso ognuno di noi; e questo è meraviglioso! Lui viene incontro a noi! Nella Bibbia Dio appare sempre come colui che prende l’iniziativa dell’incontro con l’uomo: è Lui che cerca l’uomo, e di solito lo cerca proprio mentre l’uomo fa l’esperienza amara e tragica di tradire Dio e di fuggire da Lui. Dio non aspetta a cercarlo: lo cerca subito. È un cercatore paziente il nostro Padre! Lui ci precede e ci aspetta sempre. Non si stanca di aspettarci, non si allontana da noi, ma ha la pazienza di attendere il momento favorevole dell’incontro con ciascuno di noi (Ibi).

Nel terzo mistero della gioia contempliamo la nascita di Gesù
E quando avviene l’incontro, non è mai un incontro frettoloso, perché Dio desidera rimanere a lungo con noi per sostenerci, per consolarci, per donarci la sua gioia. Dio si affretta per incontrarci, ma mai ha fretta di lasciarci. Resta con noi. Come noi aneliamo a Lui e lo desideriamo, così anche Lui ha desiderio di stare con noi, perché noi apparteniamo a Lui, siamo “cosa” sua, siamo le sue creature. Anche Lui, possiamo dire, ha sete di noi, di incontrarci. Il nostro Dio è assetato di noi. E questo è il cuore di Dio. È bello sentire questo (Ibi).

Nel quarto mistero della gioia contempliamo la presentazione di Gesù al tempio
La fede è un cammino con Gesù. Ricordate sempre questo: la fede è camminare con Gesù; ed è un cammino che dura tutta la vita. Alla fine ci sarà l’incontro definitivo. Certo, in alcuni momenti di questo cammino ci sentiamo stanchi e confusi. La fede però ci dà la certezza della presenza costante di Gesù in ogni situazione, anche la più dolorosa o difficile da capire. Siamo chiamati a camminare per entrare sempre di più dentro al mistero dell’amore di Dio, che ci sovrasta e ci permette di vivere con serenità e speranza (Ibi).

Nel quinto mistero della gioia contempliamo il ritrovamento di Gesù nel tempio
Vi invito a custodire l’entusiasmo del primo momento che vi ha fatto aprire gli occhi alla luce della fede; a ricordare, come il discepolo amato, il giorno, l’ora in cui per la prima volta siete rimasti con Gesù, avete sentito il suo sguardo su di voi. Non dimenticare mai questo sguardo di Gesù su te, su te, su te… Non dimenticare mai questo sguardo! È uno sguardo d’amore. E così sarete sempre certi dell’amore fedele del Signore. Lui è fedele. E siate certi: Lui non vi tradirà mai! (Ibi)