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MOSTRA

 

“Una Vita per la Bellezza” é il titolo della mostra su Antoni Gaudí e la Sagrada Familia, presentata al nostro XXVII Convegno, che sarà esposta a Fano,  nell’Aula Magna della scuola Venerini, dal 24 maggio al 14 giugno.

“Nel cuore del mondo, di fronte allo sguardo di Dio e degli uomini, in un umile e gioioso atto di fede, abbiamo innalzato un’immensa mole di materia, frutto della natura e di un incalcolabile sforzo dell’intelligenza umana, costruttrice di quest’opera d’arte. Essa è un segno visibile del Dio invisibile, alla cui gloria svettano queste torri, frecce che indicano l’assoluto della luce e di colui che è la Luce, l’Altezza e la Bellezza medesime”.
Queste sono le parole di Benedetto XVI in occasione della consacrazione della Sagrada Familia avvenuta nel 2010 a Barcellona. Gaudí, architetto geniale che ha progettato questo capolavoro, volle unire l’ispirazione che gli veniva dai tre grandi libri dei quali si nutriva come uomo, come credente e come architetto: il libro della natura, il libro della Sacra Scrittura e il libro della Liturgia.

“Così unì la realtà del mondo e la storia della salvezza, – continuava Benedetto XVI nella stessa occasione – come ci è narrata nella Bibbia e resa presente nella Liturgia. Introdusse dentro l’edificio sacro pietre, alberi e vita umana, affinché tutta la creazione convergesse nella lode divina, ma, allo stesso tempo, portò fuori i <<retabli>>, per porre davanti agli uomini il mistero di Dio rivelato nella nascita, passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo. In questo modo, collaborò in maniera geniale all’edificazione di una coscienza umana ancorata nel mondo, aperta a Dio, illuminata e santificata da Cristo. E realizzò ciò che oggi è uno dei compiti più importanti: superare la scissione tra coscienza umana e coscienza cristiana, tra esistenza in questo mondo temporale e apertura alla vita eterna, tra la bellezza delle cose e Dio come Bellezza. Antoni Gaudí non realizzò tutto questo con parole, ma con pietre, linee, superfici e vertici. In realtà, la bellezza è la grande necessità dell’uomo; è la radice dalla quale sorgono il tronco della nostra pace e i frutti della nostra speranza. La bellezza è anche rivelatrice di Dio perché, come Lui, l’opera bella è pura gratuità, invita alla libertà e strappa dall’egoismo”.

Non a caso, alla morte del maestro, la chiesa era completata nella sola Facciata della Natività perché “la sua bellezza renda impossibile abbandonare i lavori”. Da qui il percorso della mostra si dispiega attraversando le tappe fondamentali della vita dell’architetto catalano, dettagliando gli aspetti più affascinanti e innovativi del tempio, con un particolare sguardo alla Facciata della Natività.

Un Incontro di approfondimento con Simona Cursale e Maria Cristina Savelli (curatrici della mostra) si terrà venerdì 24 maggio ale ore 21:00..

La mostra è noleggiabile.

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