Madre Immacolata, prega per noi!

Espressione della devozione popolare verso la Beata Vergine è l’annuale pellegrinaggio dei pontefici alla statua che s’innalza su piazza di Spagna. Qui nel 1842 tra le mura della “Lourdes romana” all’ateo anticlericale Alphonse Ratisbonne apparve la Madonna. Trovata la perla preziosa, egli lasciò tutto per seguire Gesù. NOVENA ALL'IMMACOLATA

29 Novembre 2016
Espressione della devozione popolare verso la Beata Vergine è l’annuale pellegrinaggio dei pontefici alla statua che s’innalza su piazza di Spagna. Qui nel 1842 tra le mura della “Lourdes romana” all’ateo anticlericale Alphonse Ratisbonne apparve la Madonna. Trovata la perla preziosa, egli lasciò tutto per seguire Gesù. “O Maria, Madre nostra, oggi il popolo di Dio in festa ti venera Immacolata, preservata da sempre dal contagio del peccato. Accogli l'omaggio che ti offro a nome della Chiesa che è in Roma e nel mondo intero. Sapere che Tu, che sei nostra Madre, sei totalmente libera dal peccato ci dà grande conforto. Sapere che su di te il male non ha potere, ci riempie di speranza e di fortezza nella lotta quotidiana che noi dobbiamo compiere contro le minacce del maligno. Ma in questa lotta non siamo soli, non siamo orfani, perché Gesù, prima di morire sulla croce, ci ha dato Te come Madre. Noi dunque, pur essendo peccatori, siamo tuoi figli, figli dell'Immacolata, chiamati a quella santità che in Te risplende per grazia di Dio fin dall'inizio. Animati da questa speranza, noi oggi invochiamo la tua materna protezione per noi, per le nostre famiglie, per questa Città, per il mondo intero. La potenza dell'amore di Dio, che ti ha preservata dal peccato originale, per tua intercessione liberi l’umanità da ogni schiavitù spirituale e materiale, e faccia vincere, nei cuori e negli avvenimenti, i1 disegno di salvezza di Dio. Tu sei la Tutta Bella, o Maria! Ascolta la nostra preghiera, esaudisci la nostra supplica: sia in noi la bellezza dell’amore misericordioso di Dio in Gesù, sia questa divina bellezza a salvare noi, il mondo intero. Amen”. Così pregò Papa Francesco l’8 dicembre 2014 in occasione della tradizionale visita all’Immacolata di piazza di Spagna a Roma. Realizzato su progetto dell’architetto Luigi Poletti, il monumento fu inaugurato l’8 dicembre 1857 grazie al lavoro di ben duecentoventi vigili del fuoco che dal 1923 annualmente ivi si recano ad omaggiare la Vergine con dei fiori. Alta più di ventinove metri, la scultura fu voluta da Papa Pio IX in memoria del dogma dell’Immacolata Concezione, da lui stesso proclamato nel 1854. Essendo stato il Paese che si adoperò maggiormente affinché la Vergine Santissima fosse così appellata, la costruzione fu eretta di fronte all’ambasciata di Spagna. L’opera poggia su un basamento ottagonale di marmi policromi ed è ornato da quattro statue bronzee raffiguranti i profeti Mosè, Isaia, Ezechiele e re Davide e da quattro bassorilievi. La colonna, di marmo cipollino, alta più di undici metri, sorregge una grande statua in bronzo della Vergine. La storia del monumento è legata ad un evento prodigioso che ebbe come protagonista re Ferdinando di Borbone. Il sovrano il giorno della solennità dell’Immacolata Concezione del 1856 visse la Santa Messa con la sua famiglia e la corte; nell’occasione passò in rassegna le proprie truppe. Durante la cerimonia, tenuta a piazza del mercato a Napoli, il re subì un attentato in seguito al quale venne raggiunto da un colpo di baionetta lanciato da un soldato che lo accusava di essere un tiranno. Se la cavò con una ferita. In memoria di quanto accaduto, Ferdinando di Borbone fece erigere una chiesa in onore della Madonna e una cappella nel punto esatto della piazza dove avvenne l’atto criminoso. Non pago fece costruire un monumento anche a Roma in piazza di Spagna. Dopo Pio IX, anche Papa Pio XII iniziò ad inviare fiori in concomitanza della festa dell’Immacolata Concezione. San Giovanni XXIII nel 1958 si recò a piazza di Spagna e depose ai piedi della statua un cesto di rose bianche. Tale consuetudine è stata mantenuta anche da Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. I fiori stanno a simboleggiare l’amore e la devozione del successore di Pietro, della Chiesa di Roma e degli abitanti della città, che si considerano figli della Vergine Maria e che con la corona floreale intendono deporre le loro ansie e attese ai piedi della Madre del Redentore. A piazza di Spagna si trova la Basilica di Sant’Andrea delle Fratte. Qui il 20 gennaio 1842 accadde un evento sovrannaturale: l’unica apparizione mariana certificata dentro le mura della Città Eterna. “La Vergine non pronunciava alcuna parola, ma compresi perfettamente… provavo un cambiamento così totale che credevo di essere un altro, la gioia più ardente scoppiò nel profondo dell’anima; non potei parlare… non saprei render conto delle verità di cui avevo acquisito la fede e la conoscenza. Tutto quello che posso dire è che il velo cadde dai mie occhi; non un solo velo, ma tutta la moltitudine di veli che mi aveva circondato, scomparve…  uscivo da un abisso di tenebre, vedevo nel fondo dell’abisso le estreme miserie da cui ero stato tratto a opera di una misericordia infinita… tanti uomini scendono tranquillamente in questo abisso con gli occhi chiusi dall’orgoglio e dall’indifferenza… mi si chiede come ho appreso queste verità,  poiché è certo che non ho mai aperto un libro di religione, non ho mai letto una sola pagina della Bibbia: tutto quello che so è che, entrando in chiesa, ignoravo tutto, e uscendone, vedevo tutto chiaro…  non avevo alcuna conoscenza letterale ma interpretavo il senso e lo spirito dei dogmi, tutto avveniva dentro di me, e queste impressioni, mille volte più rapide del pensiero, non avevano solamente commosso l’animo, ma l’avevano diretto verso una nuova vita… i pregiudizi contro il Cristianesimo non esistevano più, l’amore del mio Dio aveva preso il posto di qualsiasi altro amore”. Così Alphonse di Ratisbonne narra in maniera struggente il suo incontro con la fede, in seguito al quale si convertì al Cristianesimo, divenne sacerdote e partì alla volta della Palestina per convertire ebrei e musulmani. Qui spirò santamente il 6 maggio 1884. A tanto lo spinse il suo cuore ardente d’amore per l’Infinito! La storia di Alphonse ricorda molto da vicino quella di San Paolo, persecutore dei cristiani, il futuro apostolo delle genti, folgorato sulla via di Damasco. Giovane gaudente ventisettenne, laureato in giurisprudenza, di origine ebrea, fidanzato, ricco, ateo, anticlericale e beffeggiatore dei culti cattolici, in primis quello della Vergine della Medaglia Miracolosa, si trovava a Roma nell’ambito di un viaggio tra le più importanti città europee. Il 20 gennaio 1842 accompagnò un amico, il barone Teodoro De Bussière, a fare una passeggiata per l’Urbe. Giunti a Sant’Andrea alle Fratte,  il nobile intendeva recarsi in chiesa per prenotare una Santa Messa in suffragio di una persona cara. Il Ratisbonne decise comunque di entrare spinto semplicemente dalla curiosità di visitare i monumenti siti all’interno dell’edificio religioso. Non rimase però attratto nemmeno dall’architettura barocca della basilica né dai lavori di alcuni illustri artisti ivi custoditi. Era circa mezzogiorno. La chiesa era deserta. “D’un tratto - raccontò poi il veggente - mentre camminavo per la chiesa… all’improvviso mi sentii preso da un certo turbamento, e vidi come un velo innanzi a me, mi sembrava la chiesa tutta oscura, eccetto una cappella, quasi tutta la luce della medesima chiesa si fosse concentrata in quella. Levai gli occhi verso la cappella raggiante di tanta luce, e vidi sull’altare della medesima, in piedi, viva, grande, maestosa, bellissima, misericordiosa la SS.ma Vergine Maria simile all’atto e nella struttura all’immagine che si vede nella Medaglia Miracolosa dell’Immacolata. A tal vista io caddi in ginocchio nel luogo dove mi trovavo; procurai, quindi, varie volte di levar gli occhi verso la SS.ma Vergine, ma la riverenza e lo splendore me li feci abbassare, ciò che però non impediva l’evidenza di quell’apparizione. Fissai le di Lei mani, e vidi in esse l’espressione del perdono e della misericordia. Quantunque ella non mi dicesse nulla compresi l’orrore dello stato in cui mi trovavo, la deformità del peccato, la bellezza della religione cattolica, in una parola capii tutto. Sono caduto ebreo e mi sono alzato cristiano”. Alphonse scelse di battezzarsi appena qualche giorno dopo, il 31 gennaio 1842, in seguito abbondonò la prestigiosa carriera di avvocato e gli agi derivanti dalle ricchezze di famiglia, entrò nell’ordine dei Gesuiti e divenne sacerdote. Trovata la perla preziosa, lasciò tutto per seguire Gesù. Incessante da allora il pellegrinaggio dei fedeli presso il luogo dell’apparizione. Numerosi sono coloro che, proprio come Alphonse, hanno avuto forti esperienze di conversione. La Madonna ha continuato a dispensare grazie e guarigioni anche dopo il 1842, come testimoniano i tanti ex voto. Non a caso Papa Benedetto XVI ha chiamato la Basilica di Sant’Andrea alle Fratte la “Lourdes romana”.  Molti cuori tormentati hanno finalmente trovato quella pace che solo Nostro Signore può donare! L’amato San Giovanni Paolo II l’8 dicembre 2003 durante la consueta visita all’Immacolata di piazza di Spagna omaggiava la Gran Madre di Dio con una preghiera più che mai attuale: “Nella festa della tua Immacolata Concezione torno a venerarti, o Maria, ai piedi di quest’effigie, che da Piazza di Spagna consente al tuo sguardo materno di spaziare su questa antica, e a me tanto cara, città di Roma. Sono venuto qui, stasera, a renderti l’omaggio della mia devozione sincera. È un gesto nel quale si uniscono a me, in questa Piazza, innumerevoli romani, il cui affetto mi ha sempre accompagnato in tutti gli anni del mio servizio alla Sede di Pietro… A Te si volge il nostro sguardo con più forte trepidazione, a Te ricorriamo con più insistente fiducia in questi tempi segnati da non poche incertezze e timori per le sorti presenti e future del nostro Pianeta. A Te, primizia dell’umanità redenta da Cristo, finalmente liberata dalla schiavitù del male e del peccato, eleviamo insieme una supplica accorata e fidente: ascolta il grido di dolore delle vittime delle guerre e di tante forme di violenza, che insanguinano la Terra. Dirada le tenebre della tristezza e della solitudine, dell’odio e della vendetta. Apri la mente e il cuore di tutti alla fiducia e al perdono! Madre di misericordia e di speranza, ottieni per gli uomini e le donne del terzo millennio il dono prezioso della pace: pace nei cuori e nelle famiglie, nelle comunità e fra i popoli; pace soprattutto per quelle nazioni dove si continua ogni giorno a combattere e a morire. Fa’ che ogni essere umano, di tutte le razze e culture, incontri ed accolga Gesù, venuto sulla Terra nel mistero del Natale per donarci la "sua" pace. Maria, Regina della pace, donaci Cristo, pace vera del mondo!”. NOVENA ALL'IMMACOLATA
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