Camminate così… Vi benedico! Pregate per me!

Nell’arco dell’Anno della fede indetto dal Papa Emerito Benedetto XVI, era previsto, per la Solennità di Pentecoste, il pellegrinaggio a Roma e l’incontro con il Santo Padre di tutti i Movimenti, le Nuove Comunità, le Associazioni e le Aggregazioni laicali. In comunione con la Chiesa, abbiamo accolto con gioia ed entusiasmo l’invito confermato da Papa Francesco...

25 Maggio 2013

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Nell’arco dell’Anno della fede indetto dal Papa Emerito Benedetto XVI, era previsto, per la Solennità di Pentecoste, il pellegrinaggio a Roma e l’incontro con il Santo Padre di tutti i Movimenti, le Nuove Comunità, le Associazioni e le Aggregazioni laicali.

In comunione con la Chiesa, abbiamo accolto con gioia ed entusiasmo l’invito confermato da Papa Francesco e ci siamo mobilitati per poter condividere con lui e con le altre esperienze ecclesiali questo importante incontro; un incontro che ha visto la partecipazione di centinaia di migliaia persone, provenienti da ogni parte del mondo. La nostra gioia ed il nostro entusiasmo si sono accresciuti quando, la sera precedente la veglia di Pentecoste, siamo stati raggiunti dall’inaspettata notizia che Nicolino, che ha iniziato questa nostra storia, sarebbe stato presente tra le autorità invitate e, al termine dell’incontro, insieme ad alcuni rappresentanti delle oltre centocinquanta realtà ecclesiali convenute, avrebbe salutato personalmente il Santo Padre e avrebbe consegnato al suo cuore ciascuna delle nostre vite.

Così, con questo cuore, siamo giunti in una piazza San Pietro gremita di persone, e abbiamo trovato posto proprio nel settore più vicino al palco: posto che ci permetteva di assistere e seguire l’evento da una posizione davvero privilegiata; posto che ci permetteva di partecipare vivamente allo spettacolo e al miracolo di quell’unità impossibile all’uomo. L’arrivo di Papa Francesco è stato salutato dal calore e dall’esultanza di tutto quel popolo; ed il Papa, come sempre, è passato tra di noi e c’ha incontrato proprio come faceva Gesù, sapendo raggiungere con la tenerezza e la forza della sua paternità lo sguardo e il cuore di tutti e di ciascuno.

Il Santo Padre, rispondendo ad alcune domande ricevute, ci ha ribadito che “il Vangelo è il principale contributo che possiamo dare. La Chiesa non è un movimento politico, né una struttura ben organizzata: non è questo. Noi non siamo una ONG, e quando la Chiesa diventa una ONG perde il sale, non ha sapore, è soltanto una vuota organizzazione… Il valore fondamentale della Chiesa è vivere il Vangelo e dare testimonianza della nostra fede”. Ci ha quindi invitato a non chiuderci nelle nostre parrocchie, nei nostri movimenti, tra le persone che la pensano come noi, ma ad uscire e raggiungere le periferie dell’esistenza umana, perché “quando la Chiesa diventa chiusa si ammala… Preferisco mille volte una Chiesa incidentata, incorsa in un incidente, che una Chiesa ammalata per chiusura! Uscite fuori, uscite!”.

Il Discorso della Veglia di sabato sera, come l’Omelia della Santa Messa della domenica mattina, sono interventi preziosissimi, da meditare nella loro interezza, perché segnino il nostro cammino e il nostro lavoro personale e comunitario; perché siano un aiuto a non sentirci mai “accomodati”, mai “tranquilli”: “Domandiamoci oggi: siamo aperti alle «sorprese di Dio»? O ci chiudiamo, con paura, alla novità dello Spirito Santo? Siamo coraggiosi per andare per le nuove strade che la novità di Dio ci offre o ci difendiamo, chiusi in strutture caduche che hanno perso la capacità di accoglienza?... Noi non possiamo diventare cristiani inamidati, quei cristiani troppo educati, che parlano di cose teologiche mentre prendono il tè, tranquilli. No! Noi dobbiamo diventare cristiani coraggiosi e andare a cercare quelli che sono proprio la carne di Cristo, quelli che sono la carne di Cristo!”.

Particolarmente struggente è stato anche l’invito di Papa Francesco a lasciarci guardare da Cristo che sempre per primo ci attende, ci viene incontro e rivolge a noi quel Suo sguardo che forma tutto il desiderio del nostro cuore. “Questa esperienza nella fede è importante. Noi diciamo che dobbiamo cercare Dio, andare da Lui a chiedere perdono, ma quando noi andiamo, Lui ci aspetta, Lui è prima! Noi, in spagnolo, abbiamo una parola che spiega bene questo: «Il Signore sempre ci primerea», è primo, ci sta aspettando! E questa è proprio una grazia grande: trovare uno che ti sta aspettando. Tu vai peccatore, ma Lui ti sta aspettando per perdonarti… E sento tanto conforto quando penso che Lui mi guarda. Noi pensiamo che dobbiamo pregare, parlare, parlare, parlare… No! Làsciati guardare dal Signore. Quando Lui ci guarda, ci dà forza e ci aiuta a testimoniarlo”.

Un’esperienza di questo sguardo l’abbiamo vissuta proprio nel momento in cui Nicolino è stato ricevuto dal Papa e ha potuto salutarlo personalmente. È stato per noi un momento eccezionale, nel quale abbiamo fortemente sentito tutta la potenza del dono di quell’unità che lo Spirito Santo continua sempre nuovamente ad accordare alla nostra esperienza ecclesiale. Quando Nicolino si è inginocchiato di fronte al Santo Padre, è stato inevitabile far sentire la nostra voce, il nostro canto di gratitudine, ed il Papa, attratto dalla nostra vivace presenza, ci ha rivolto il suo sguardo pieno di stupita meraviglia e cordiale paternità, salutando e benedicendo ciascuno di noi. Nel breve momento di quell’intensissimo incontro, Nicolino ha potuto dirgli: “Santo Padre, gonfi di commozione per la Sua paternità, infervorati dalle Sue parole, ardiamo dal desiderio di confessare dietro di Lei, con tutta la nostra vita, Gesù Cristo, la Sua viva presenza e il Suo attuale amore redentivo; di servire e costruire, in assoluta comunione con Lei, la Santa Chiesa, mendicando di essere disposti, se è necessario, a morire per questo, così come Lei ci ha chiesto questa sera. Grazie Santità!”. E Papa Francesco, continuando a stringere forte le sue mani, gli ha paternamente e fermamente risposto: “Camminate così… Vi benedico! Pregate per me!”.

Quello che è accaduto in questa eccezionale Pentecoste ci trova umilmente commossi, radicalmente richiamati e profondamente confortati nella responsabilità che sentiamo di continuare il nostro cammino nella Chiesa secondo il carisma che riceviamo per il dono dello Spirito Santo, per la gloria di Cristo, per il bene di ogni uomo. Ancora di più adesso, come ci ha detto il Papa: “Ciascuno di noi, ogni gruppo, ogni movimento, nell’armonia della Chiesa, si rivolga al Padre per chiedere questo dono. Anche oggi, come al suo nascere, insieme con Maria la Chiesa invoca: «Veni Sancte Spiritus! - Vieni, Spirito Santo, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore!»”.

Don Armando Moriconi

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