QUELLO CHE ABBIAMO DI PIÙ CARO

In ogni "adesso" Lui è

Dall'approfondimento "Egli è la Pietra che, scartata da voi, i costruttori è diventata testata d'angolo. E non c'è in nessun altro la salvezza"

… Se la realtà è tutta originata dal Mistero e segnata dal Mistero, e se il Mistero entra nella storia proprio per rivelarsi a noi come l’origine, il significato, la consistenza e la pienezza di tutto, il modo di rapporto con Lui è quanto di più breve e di più vissuto da tutti: l’istante. Dov’è che la vita si muove e si sviluppa; dov’è che si esprime il bisogno e il desiderio che siamo, se non nell’attimo ed in ogni attimo, se non nella circostanza ed in ogni circostanza. Ditemi che cosa c’è di più concretamente vissuto - e spesso subìto - dell’attimo, dell’istante, delle singole circostanze... Come e dove sperimentiamo il nostro io come bisogno e desiderio, e dov’è che si sviluppa la vita di ogni uomo, se non dentro ogni istante del tempo e attraverso le circostanze. Il rapporto con la realtà come accade, se non attraverso momenti di tempo, fattori e circostanze. Non esistono grappoli di momenti o di attimi attraverso cui la vita passa. Anche se noi ne percepiamo, ne abbiamo consapevolezza e memoria - dentro una giornata o nel rapporto con la realtà - solo di alcuni (magari i più dolorosi, faticosi, o i più gioiosi, i più evidenti, quelli che ci chiamano a delle scelte o ad un lavoro...), sono sempre l’istante e la circostanza, anche i più banali e vissuti distrattamente, la “situazione” dove si muove la vita. Ed è proprio “lì” e “qui” - sono proprio concretissimi... - che la presenza del Mistero mi chiama al rapporto con Lui. Se è Mistero, se è Dio, lo è in ogni istante e di ogni istante. Dov’è che l’uomo - seppur inconsapevolmente - mostra questo desiderio di Lui, se non in ogni istante. E dove Dio può agire a favore di ciascuno se non in “ogni”. Che la vita e la realtà sono originate dalla sua Volontà creatrice non attiene solamente al riconoscimento che la vita è dono, che ci è stata data da Dio, ma attiene ad ogni attimo. La vita ci viene data attimo per attimo, dentro ogni istante. E la corrispondenza a Lui che ci dà e che ci fa momento per momento, è dentro ogni istante. La sua presenza e la nostra adesione a Lui non possono che avvenire sempre. In ogni momento e circostanza il Mistero è in rapporto con me ed io sono in rapporto con Lui. Questo ci fa sempre richiamare il valore oggettivo e di responsabilità di ogni istante, di ogni fattore, come di ogni condizione e rapporto della vita, dentro cui la vita è chiamata a passare. Dio è fedele alla sua Alleanza, con ciascuna delle sue creature. È il Dio-con-noi che non si allontana mai dall’istante di ogni uomo. Agisce sempre a favore di ciascuno. Cosa c’è di più appassionante e di più corroborante di questo riconoscimento!!! Ed è dentro ogni istante e condizione che la sua Volontà realizza la sua opera di salvezza per ogni uomo. Ed è dentro ogni istante, come dentro ogni condizione, che chiama la nostra libertà ad aderirgli e a partecipare al suo disegno salvifico su di noi e sul mondo. Non c’è niente di più amico dell’istante e della circostanza che vengano riconosciuti e vissuti come responsabilità, come risposta, come adesione al Mistero tra noi. Ciò che ci accade, il momento vissuto, l’istante e la condizione attraversata (che sono costretto ad attraversare) come il modo puntuale per aderire alla sua Volontà che mi fa, al suo Disegno attraverso cui mi cambia, mi redime, mi porta alla salvezza, mi fa partecipe del suo Disegno sulla storia. Non c’è niente di più amico e necessario dell’istante, del momento, delle circostanze, delle condizioni concrete e oggettive della vita di ciascuno, riconosciute come il punto di incontro tra la libertà e il Mistero, attraverso cui il Mistero ci convoca, ci chiama a rispondergli, ci richiama, ci corregge e ci cambia. Ma perché questo fosse possibile non solo come rapporto oggettivo, ma presente e presente permanentemente nella vita di ogni uomo, decide di entrare nella storia come Uomo, di camminare con l’uomo come Uomo, di partecipare come Uomo all’istante concreto e drammatico degli uomini.
“In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio... E il Verbo si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi... Dio nessuno lo ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, Lui lo ha rivelato” (Gv 1,1.14.18). “In questo si è manifestato l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo perché noi avessimo la vita per Lui. In questo, dunque, sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è Lui che ha amato noi, e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati” (1 Gv 4,9-10). San Paolo afferma: “Dio ci ha destinati all’acquisto della salvezza per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, il quale è morto per noi, perché sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con Lui” (1 Ts 5,9-10). In Gesù Cristo il Mistero, sorgente originale di ogni uomo e fondante ogni istante dell’uomo, si rivela come Avvenimento e compagnia di Uomo, dentro ogni istante dell’uomo. Gesù assume tutto l’umano su di sé, senza scartare nulla. Tutto l’umano, dal mangiare al bere, dalla sofferenza al male e alla morte. Dio ha scelto questo metodo inconcepibile per la redenzione e la salvezza dell’uomo: per noi uomini e per la nostra salvezza discende dal cielo, viene ad abitare in mezzo a noi in Cristo Gesù, tragicamente patisce e muore per noi; e risorge, risorge per noi. “Dio ci ha destinati alla salvezza per mezzo di Gesù Cristo”. Nella presenza di Cristo Risorto redime e salva ogni uomo, prendendo stabile dimora e permanendo come Avvenimento presente e redentivo nel tempo degli uomini attraverso la vita, la presenza di un Corpo, di un Popolo, di una Compagnia: la Chiesa. Ma se è presenza è una presenza sempre e in tutto. Se Cristo è il significato di tutto ciò che c’è, di tutto il tempo ed è il rapporto attraverso cui siamo chiariti e condotti al Destino, lo è sempre, in tutto quello che viviamo. Ed è proprio nelle circostanze concrete e sensibili, nelle condizioni in cui si svolge la vita, che siamo chiamati a sperimentarlo, a ricevere questa Grazia, a corrispondergli. La vocazione e l’“ambito” proprio e oggettivo per tutti di adesione a Lui, di corrispondenza alla sua presenza è proprio l’istante, il frammento, la circostanza… è tutta quella compagine di avvenimenti, rapporti e condizioni che definiscono la nostra storia e cammino quotidiano. La salvezza che Cristo rivela, che guadagna per ogni uomo e che permane come avvenimento vivo e giudizio oggettivo nella comunione e nella vita della Chiesa - nella vita della nostra comunione riconosciuta e aderita come modalità reale e pedagogica del Mistero della Chiesa - accade e riaccade come esperienza e come responsabilità nel frammento, nella circostanza, nell’istante che vivo… Siamo chiamati a riconoscere e ad obbedire alla sua Volontà obbedendo alla vita dovunque e comunque è chiamata ad espletarsi. Salta la logica del più grande e del più piccolo, del più o meno importante, del più ragguardevole o irrilevante, del più o meno prezioso e imponente, salta la logica del banale. Non c’è più circostanza, fattore, rapporto o situazione più adeguata ed idonea, più preziosa o di maggior valore. Salta la logica della condizione più o meno favorevole, più o meno facile. Che ci piaccia o non ci piaccia, è cosi che Dio ci convoca, ci cambia, ci salva; e ci chiama ad amarlo e ad affermarlo a tutti, proprio dentro una umanità trasfigurata dal nostro amore e dalla nostra obbedienza a Lui nell’attimo breve e qualsiasi. Ad amarlo e ad obbedirgli in un rapporto continuo e totalizzante, dentro e attraverso quel frammento, quelle circostanze, quelle mura, quelle facce, quegli uomini e quelle donne... “La storia, quindi, diventa il luogo in cui possiamo costatare l’agire di Dio a favore dell’uomo. Egli ci raggiunge in ciò che per noi è più familiare e facile da verificare, perché costituisce il nostro contesto quotidiano, senza il quale non riusciremmo a comprenderci. (...) L’Eterno entra nel tempo, il Tutto si nasconde nel frammento, Dio assume il volto dell’uomo” (Giovanni Paolo II, dalla Fides et ratio) …

Nicolino Pompei

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