NUMERO 4 / ANNO 2025
SEGNI DI SICURA SPERANZA
La speranza è un’esperienza che ti accade, per cui puoi raccontarla e descriverla. Non è una questione di ottimismo, di personale inclinazione a vedere il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto, né si tratta di un autoconvincimento personale o collettivo, tipo “andrà tutto bene” o “ce la faremo”, che pullulavano durante la pandemia. La speranza si accende nel cuore e nella vita di una persona quando incontra qualcun altro che spera. Penso a due sorelline, che ho il dono di conoscere: i loro occhi hanno iniziato a brillare quando sono state accolte da una famiglia, dopo la tragica morte della mamma e il conseguente arresto del padre. Vedere e vivere con un uomo e una donna che hanno mostrato di essere segnati da una speranza viva, ha permesso a queste ragazzine di aprirsi alla speranza e di vedere rifiorire la propria vita. Recentemente, mentre mi trovavo in ospedale per assistere mio fratello malato, mi è arrivato il video di un’altra bambina, adottata da due miei carissimi amici, che quel giorno aveva fatto la Prima Comunione. Prendendo la parola per accogliere gli invitati alla festa, la bambina diceva di avere tanto atteso di ricevere l’Eucarestia. Ricoverata spesso in ospedale per una cardiopatia, vedeva il papà e la mamma fare ogni giorno la Comunione in camera, attraverso il sacerdote che gliela portava. “Ancora non sapevo bene tutto - diceva - ma capivo che in quel «pezzettino di pane» c’era qualcosa di importante per loro, che li rendeva felici e forti nei momenti di difficoltà, e quindi lo volevo anche io. Finalmente oggi questo giorno è arrivato”. Commossa da questa testimonianza, ho girato il video al cappellano dell’ospedale, padre Enrico, che in quei giorni veniva sempre a portare la Comunione a mio fratello e anche a me, quando non potevo partecipare alla Messa. Lui era lo stesso sacerdote di cui parlava la bambina nel video. Mi ha colpito moltissimo che dopo un paio di giorni padre Enrico mi ha detto: “Sai, ho fatto vedere il video che mi hai mandato a tante altre persone che ho incontrato girando nei reparti dell’ospedale, perché è un aiuto a sperare”. È proprio così, quando vedi qualcuno che spera lo dici a tutti e ti ritrovi il desiderio di seguirlo, di fare la sua stessa esperienza che senti possibile anche per te. Il nostro 35° Convegno è un segno di sicura speranza, in quest’ora tanto buia della storia del nostro mondo contemporaneo. Ogni ambito e appuntamento del Convegno saranno la possibilità di vedere qualcuno che spera, perché ha la grazia di incontrare Cristo e di guadagnare la Vita in Lui. Questo cambia realmente la storia.
